Alla tua maggior gloria
Figlia mia, eccoti qui al mio servizio. Scrivi ciò che io ti andrò dicendo alla maggior gloria di Dio. Sì, perché in tutte le cose devi sempre cercare la gloria di Dio.
Grande è la gloria di Dio in Cielo e altrettanto grande deve essere la gloria di Dio sulla terra. Nel Cielo gli angeli e i santi contemplano questa gloria, e godono loro stessi nel viverla e contemplandola. Sulla terra gli uomini la devono cercare e desiderare, e contribuire con le loro opere affinché la gloria di Dio sia completa.
Non che manchi a Dio qualcuno degli elementi perché sia glorificato, ma è giusto il riconoscimento, da parte del mondo spirituale e da parte degli uomini tutti, di questa gloria infinita.
"Sia gloria a Dio nell'alto dei Cieli", hanno cantato gli angeli sulla capanna dove io nacqui bambino; ed era giusto dar gloria a Lui, poiché in quel momento si operava il più grande miracolo della storia umana: un Dio che si faceva Uomo.
E siccome questo atto manifestava l'immensa bontà di Dio, era giusto che gli angeli invitassero gli uomini a cantare la sua gloria.
La gloria di Dio voi la contemplate nell'immensità dei Cieli: "Coeli narrant gloriam Dei", dice il salmista. Le stelle, il sole, la luna, la folgore, il tuono, parlano di splendore, di potenza, di gloria infinita. I fiori, le piante, la terra, la natura tutta nella sua bellezza narra agli uomini la Provvidenza, la bellezza, la grandiosità di Dio e ne celebra la gloria.
Ogni anima, con le sue doti, parla della infinita Sapienza di Dio e ne canta la gloria. Ma la gloria che Dio desidera da voi è quella che gli date riconoscendolo come Padre, come Padrone supremo, come unico vostro Signore, a cui tutto dovete.
La vostra sottomissione alle sue leggi, che Egli ha dato nei suoi Comandamenti, il praticare il Comandamento della carità, che di quelli ne è il sunto e che io venni a portare sulla terra, è ciò che più d'ogni altra cosa onora Dio, che è puro Amore, Amore per essenza, e gli dona la gloria che Egli desidera.
Io diedi gloria al Padre mio in ogni istante della mia vita terrena. Ero venuto sulla terra per glorificare il Padre. A Lui indirizzavo ogni cosa.
Lo pregavo prima di compiere qualsiasi miracolo. Lo ringraziavo dopo averlo compiuto, anche se potevo dire con tutta verità che "chi vede me, vede il Padre mio"; per cui la gloria di Lui ridondava anche su di me.
Cerca, dunque, sempre, figlia mia diletta, la gloria di Dio in ogni tua azione, sia essa di poca o di molta importanza. Non è, ricorda bene, l'entità dell'opera che conta, ma la Persona per cui è fatta. Un servizio fatto al Re è molto più importante che quello fatto a una persona di poca importanza.
Tu servi il tuo Dio. Ebbene, indirizzagli ogni azione, ogni pensiero; rettifica sempre le tue intenzioni. Anche se un servizio ti è chiesto da altre persone, tu fallo sempre come fosse richiesto da Dio, e ti troverai un cumulo di meriti un giorno. Avrai così dato a Dio tutta la gloria che gli spetta e toccherà poi a Lui di glorificarti.
Ripeti molte volte, durante il giorno, questa frase, che ti serva a ravvivare il pensiero che ti ho chiarito: "Signore, alla tua maggior gloria!". Così, non andrà perso nulla di ciò che dici, che fai, che pensi; e tutto diventerà oro colato per il Cielo.
D. - Gesù, per la maggior gloria di Dio, ti prego di dirmi ben chiaro che cosa desideri da me.
R. - Desidero che tu mi serva con semplicità e umiltà, facendo, momento per momento, la mia volontà, sotto qualunque forma ti si presenti, sia essa una sofferenza o un'opera buona o un atto di carità o un lavoro. Per il resto lascia fare a me, che dirigo ogni cosa al bene tuo, del tuo prossimo e a gloria del Padre mio che è nei Cieli.
D. - Signore, eccomi nelle tue mani: fa' di me ciò che vuoi!
R. - Sì figlia mia, la sottomissione della tua volontà alla volontà di Dio è l'atto più importante e più meritorio che tu possa fare.
In esso consiste la santità vera, che non è fatta di estasi e di miracoli, ma di ubbidienza pronta e cieca al divino Volere.
Se ti sarai tutta donata alla divina volontà, essa opererà in te, e non avrai più bisogno di fare scelte, non ti occorreranno grazie. Lasciando te stessa, troverai Dio, e il cambio vale la pena che sia fatto.
D. - Signore, accetta la mia volontà e distruggila, cosicché, se te la chiedessi ancora, tu non me la potresti dare.
R. - Sì, figlia mia, accetto; e tu poni bene attenzione di restare costante in questo desiderio, qualunque cosa ti avvenga, perché sta pur certa che nulla ti avverrà che non sia per il tuo maggior bene.
Figlia mia diletta, non angustiarti se senti in te ripugnanza al soffrire, mentre vorresti fare qualche cosa per me e desidereresti mostrarmi con la sofferenza il tuo amore.
Non angustiarti! Io accetto e benedico i tuoi desideri e capisco molto bene la natura umana che ripudia il soffrire.
A suo tempo ti sarà più facile ciò che ora ti sembra difficile, quasi impossibile. Continua a vivere in me e con me, momento per momento: al resto penso io.
A chiusura di questa giornata, figlia mia, che tu hai passato continuamente unita a me e alla mia dolce Madre, permettimi di dirti qualche cosa.
Tu sai quanto io ti ami e come desidero di essere amato da te. Ebbene, non temere nulla. Quando alla sera, ripensando alla giornata trascorsa, trovi di aver amato me e di non aver fatto del male al prossimo, anzi di averlo aiutato, non dubitare che la giornata l'hai spesa bene.
Del resto, non preoccuparti! Del male che possono fare gli altri, turbati solo se è offesa di Dio e per ripararlo. Per altre cose, lascia fare. Tutti hanno una coscienza e un modo di vedere, perciò non voler sindacare.
Vivi in pace, attendendo alla tua missione. Al resto penso io.

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