La vita eterna
Figlia mia diletta, la lezione che stiamo per incominciare sarà una dolce conversazione su un argomento di capitale importanza. Io ti verrò parlando della vita eterna, alla quale tu stai andando incontro.
Sarà essa un'eternità di gloria? Proprio per questo tu sei stata creata!
C'è infatti in Paradiso un seggio, lasciato libero dagli angeli ribelli e destinato a ciascun uomo.
Tutti, tutti, destinati a vivere nella gloria con me e con Maria, mia Madre, immersi in Dio! Ma arriverai tu a questa soglia beata? Là ti attendono gli angeli e i santi che ti hanno preceduto. Là i tuoi nonni, i tuoi genitori, là i santi del Vecchio e del Nuovo Testamento fanno corona a Dio, nella visione del quale godono una gioia infinita.
Sei destinata a raggiungerli tu pure e ad unirti a loro per celebrare la gloria infinita della Trinità santa per tutta l'eternità. Dirti che questo miraggio dovrebbe talmente lusingarti da essere ansiosa di raggiungerla, sarebbe poca cosa.
Dirti che dovresti accogliere con gioia ogni fastidio e superare ogni ostacolo pur di arrivarci, è poca cosa, ed io te lo posso dire, perché so che cosa vi ha preparato il Padre.
Ma se tu ti fidi delle mie parole, figlia mia, ascoltami, e le mie parole sono verità e vita e non passeranno mai: "Passerà il cielo e la terra, ma la mia parola non passerà mai".
Se tu dunque mi ascolti e mi credi, io ti assicuro che è tale la felicità che è a voi preparata in Cielo, che nulla sarebbe sopportare per essa tutti i martirii, versare tutte le lacrime, subire qualunque pena o malanno, pur di raggiungerla.
È perciò che, pur non avendo visto mai simili cose, siete invitati a desiderarle, perché, in questo desiderio e nella volontà di raggiungerle, esercitate la virtù della fede. Se già voi aveste visto, qual merito ne avreste nel credere?
Credi dunque alle mie parole! Tu non lavori invano, tu non soffri invano, tu non piangi invano, tu non ami per nulla; tutto converge a un fine: raggiungere il tuo Dio per il quale sei stata creata.
Certo non basteranno tutte le cose alle quali ti ho accennato, cioè tutti i tuoi affanni, a guadagnartelo, ma ci vorranno i miei meriti infiniti, il mio sangue soprattutto che, cancellando le colpe e rivestendoti della grazia, ti mettano in condizione di poter entrare in Paradiso.
Questa è la speranza che deve apparire radiosa ai tuoi giorni.
Quando tutto sarà finito agli occhi degli uomini, quando per te sarà tramontato il sole e non sorgerà più, quando tutti i tuoi familiari ti saluteranno per sempre; comincerà per te la vera vita, quella che non tramonterà mai!
Una vita dove non ha tramonto il sole, dove non c'è che amore, gioia, pace e felicità! Vivi serena con questo pensiero, figlia cara: guarda sempre in alto.
Breve è la vita, che è fatta solo di miserie.
Il mondo che ti circonda ti trascina al male. Il maligno ti seduce. Tu brancichi nel buio. Se ti fidi solo di te, sei perduta.
Guarda in alto: là è la meta, oltre le stelle.
Combatti la tua battaglia, come il guerriero si butta nella mischia e si difende per difendere la patria. Temi il nemico in agguato: munisciti delle armi necessarie e poi fidati di chi ti parla, che ti è continuamente al fianco e combatte con te e per te. Non temere: la vittoria sarà tua.
Ti ho parlato di armi. I pericoli tu li conosci, te li ho accennati. Ora ti dirò delle armi di cui ti dovrai servire.
L'arma più potente è la preghiera. Dio alla preghiera ha legato la vostra forza e la sua debolezza. Chi prega si mette nelle condizioni del suddito, che si mette al servizio del re, del figlio che chiede aiuto al padre, del servo che si offre di aiutare il suo padrone.
Oh, benedetta la preghiera che esce dal labbro degli uomini, accompagnata dal cuore, e sale come profumo d'incenso fino al trono di Dio e ne strappa aiuto e sostegno!
Certo che la preghiera richiede in chi la fa uno stato d'animo particolare, perché sia accetta. Non può una persona che si dichiara apertamente nemica del Re, andargli a chiedere dei favori. Deve prima mettersi nella condizione di meritarli.
Allontana dunque dall'anima tutto ciò che ti rende nemica di Dio; e poi poniti in ginocchio, umiliati, e il Signore volgerà il suo sguardo su di te e ti concederà ciò che chiedi.
Ti avviso di una cosa, figlia cara: che, se gli uomini fossero più attenti e più desiderosi del loro vero bene, non mi dovrebbero chiedere che una grazia sola, ed è questa: quella di saper affrontare la battaglia della vita, vincendo le inclinazioni cattive, il demonio e il mondo, per arrivare alla vita eterna in Cielo.
Tutto il resto, figliola cara, non ha nessuna importanza. Tutto vale solo se e in quanto ti aiuta a raggiungere il fine per cui sei stata creata.
La vita è come un pellegrinaggio, o un viaggio che dir si voglia, e, come per qualsiasi altro viaggio che tu faccia sulla terra, ti assicuri di portare con te il cibo che ti nutra e la bevanda che ti disseti.
Ecco che io, invitandoti a compiere il viaggio più lungo, quello della vita, ti ho preparato un cibo che ti ristori, che ti dia respiro, che ti dia forza sufficiente e abbondante per arrivare in fine.
Tu mi hai già capito di cosa intendo parlarti: dei santi Sacramenti.
Dopo di averti innestato in me mediante il Battesimo, dopo di averti irrobustito nel Sacramento della Cresima, ti ho preparato due altri Sacramenti: uno, il Sacramento della Misericordia, l'altro, quello dell'Amore.
Uno, che ti monda, ti deterge, ti lava nel mio sangue; l'altro, che ti nutre, ti rafforza, corrobora le tue forze e ti mette nella condizione di superare felicemente il pellegrinaggio di cui ti ho parlato.
Senza questi aiuti il cristiano è senza armi, e si lascia abbattere e vincere. Serviti perciò di essi sempre, ogni giorno. Sì, prega ogni giorno; cibati ogni giorno del Pane eucaristico, come ti cibi del pane di frumento che Dio ti dona e che l'uomo ti prepara.
La tua vita spirituale va nutrita come quella naturale, e, se tu trascuri il nutrimento, morirai nello spirito, come morirebbe di fame il tuo corpo senza sostentamento.
Una sola sarà la differenza: che, mentre il tuo corpo, morendo, cessa di vivere, la tua anima, morendo col peccato, non cesserà mai di vivere, essendo spirituale, ma diventerà nemica di Dio; e se arriverà per lei l'ultimo giorno in questa condizione, le sarà riservata, non la gioia eterna, ma un'eternità di pene indicibili.
Figlia mia, aggiungi, a quanto ti ho detto questa notte, un'ultima cosa.
Ricorda che il Regno dei Cieli "soffre violenza", e che solo con la violenza vi si arriva: violenza sopra te stessa nel vincere le passioni e nella pratica della mortificazione e della penitenza.
Ama, dunque, il sacrificio volontario: mortifica il tuo cuore, i tuoi sensi, il tuo corpo, perché la mortificazione è la siepe che preserverà dalle cadute.
Se non siete chiamati, figli miei, alle penitenze degli anacoreti del deserto, siete però chiamati alla penitenza e alla mortificazione.
Ve l'ho ripetuto nel Vangelo: "Se non farete penitenza, perirete tutti allo stesso modo". Ecco perché ti ho voluto mettere a parte delle mie sofferenze, anche in una minima parte, per completare la lezione e farti capire l'importanza della penitenza.

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