Castità, virtù angelica

 


Figlia mia diletta, ciò che ti sto per dire è di somma importanza; e tu mi seguirai con la tua mente e col tuo cuore per dividere con me i pensieri e gli affetti.

Devo parlarti di ciò che sta molto a cuore alla Madre mia e a me e che forma la ricchezza particolare delle anime privilegiate.

Ti parlerò della castità.

Essa è una virtù angelica poco amata e poco conosciuta, perché poco apprezzata. È la virtù che io predilessi, che la mia Mamma e il mio padre putativo scelsero, che il mio apostolo prediletto possedette; e, al seguito di queste persone, una lunga serie di anime si unì, disposte anche a perdere la vita piuttosto che perdere questa preziosa virtù.

Quando parli di castità, anche gli angeli stanno in ascolto, e il mio cuore si apre a gran gioia, perché, ben a ragione, si è detto che "il Figliolo dell'uomo si pasce tra i gigli".

Non molti sono chiamati a seguirmi con la pratica di questa virtù, perché essa esige grande generosità e sacrificio e rinuncia, e soprattutto umiltà, e perché non è possibile possederla e mantenerla senza l'aiuto del Padre mio celeste.

Ogni uomo porta con sé l'inclinazione al male, il desiderio dei piaceri e le passioni, che lo trascinano in basso al soddisfacimento dei propri sensi. Ma l'uomo puro, resosi superiore a tali inclinazioni, conduce vita di Cielo, domina il proprio corpo con le sue inclinazioni malvagie, guarda in alto e vuol condurre fin da questo momento la vita che condurrà in Cielo, cioè una vita angelica.

Non è detto con ciò che non debba più avere preoccupazioni materiali, come il mangiare, il bere, il dormire, il lavorare ed anche il tribolare, perché, finché si è nel mondo, di queste preoccupazioni e cose non se ne può fare a meno, ma di tutto si serve con superiorità e per necessità, rendendosi conto che tutto ciò serve per vivere e che non si vive per queste cose.

Chiedi perciò al Padre mio che si moltiplichino sulla terra queste chiamate alla vita angelicamente vissuta e che i chiamati capiscano bene ciò che lasciano e ciò che il Signore desidera da loro.

Lasciano la terra per il Cielo; lasciano il fango per la virtù. La castità è virtù eminentemente divina. Nessuno può pretendere di imporsela senza l'aiuto del Cielo. Solo si può desiderarla e implorarla con molte preghiere.

La chiamata alla castità - e con questa parola intendo la castità perfetta o la verginità - viene direttamente da me; e, infatti, ve lo dissi nella mia vita mortale, rivolgendomi agli apostoli, che "non essi mi avevano scelto, ma che io avevo scelto loro". Con la chiamata all'apostolato, li avevo chiamati anche alla castità, sebbene alcuni di essi avessero, come Pietro, già contratto il matrimonio.

La castità, che desidero nelle anime privilegiate che si consacrano a me, è la pratica completa di questa virtù, spinta fino all'eroismo.

L'essere casti non significa, perciò, soltanto conservare immacolato il proprio corpo, ma custodire anche il proprio cuore e la propria mente, così da farne la dimora del Re.

Quanto sono pochi, figlia mia, i consacrati che, perseverando nella loro promessa, rinunciano a qualsiasi cosa che possa, anche minimamente, adombrare o mettere in pericolo il loro candore verginale.

Quanto dovrebbero tremare ed essere guardinghi molti sacerdoti che, imprudenti, si buttano nel pericolo che già la loro stessa vocazione porta con sé nella pratica della propria mansione sacerdotale.

Come sarebbero più casti i miei ministri se fossero più guardinghi, più timorosi di sé, e si affidassero continuamente a me e alla mia santa Mamma per essere preservati da tali e tanti pericoli!

Oh, dillo ai miei sacerdoti e alle anime a me consacrate che i gigli fioriscono nel sangue, vale a dire, nel sacrificio spinto fino all'eroismo, perché esso è la salvaguardia che li custodisce e li conserva. Cinti i loro fianchi con le spine del sacrificio e della mortificazione volontaria, potranno più facilmente sperare di coltivare e perseverare in quella virtù che il Signore ha chiesto loro di praticare, e a cui hanno liberamente aderito.

Oltre alla mortificazione, però, dovranno essere assidui alla preghiera, specie a quella mentale. Com'è possibile, senza quest'alimento spirituale dell'anima, mantenersi puri? Solo meditando le bellezze divine, che un'anima pura possiede, se ne apprezza il valore. Se si pensa alle cose celesti, si desiderano; e l'esempio di altri, che vi hanno preceduti e hanno praticato le nostre stesse virtù, vi è d'incoraggiamento e di stimolo a imitarli.

I moderni non danno importanza alla preghiera e alla meditazione: pensano soltanto all'azione.

Ma figli miei, il mondo non lo si salva con la vostra azione: è Dio che salva il mondo e lo può salvare anche solo con la vostra preghiera, sia essa mentale o vocale, e col vostro amore.

L'arrabattarsi per arrivare a fare non conta. Salva più anime una suora pregando e mortificandosi, che molti sacerdoti predicando, perché convertire e salvare le anime è opera di Dio.

Non tralascino, perciò, mai di pensare queste cose i miei consacrati, e non lascino all'ultimo posto ciò che invece va messo al primo. Servirà ciò a preservarli da molte cadute, a farli perseverare nella loro vocazione e ad ottenere abbondanti frutti di bene nella loro vita apostolica.

Una parola ora voglio spendere per quelle persone che, libere dai vincoli matrimoniali, sentono il desiderio di consacrarsi a Dio pur restando nel mondo. Viene da me questo desiderio ed è tanto a me gradito. Io seguo con particolare predilezione queste persone che, private del loro coniuge, sono particolarmente bisognose di cure.

Ecco perché la mia Chiesa ha preghiere e cure speciali per le vedove, che a loro volta sono in essa una parte privilegiata.

Quanta gioia metto nel cuore di queste care anime che dedicano la loro esistenza, nella loro solitudine e nel loro dolore, ad aiutare chi soffre, chi piange, e ad esercitare nella Chiesa la parte delle donne pietose che sulla via del Calvario mi vennero a incontrare. Io le benedico e le assisto per rendere più feconda e felice la loro esistenza.

Ma vi è anche la castità coniugale che va particolarmente custodita e salvata: la castità, a cui gli sposati poco pensano perché si crede tutto lecito. Si dona il cuore ad una persona, e ci si crede in diritto di toglierglielo per darlo ad un'altra, come se non vi fosse un giuramento che lega questo dono reciproco. Da questo lo sfacelo delle famiglie.

Benedette le famiglie cristiane dove la fedeltà ne è la base, e dove essa non viene infranta nemmeno quando l'essere fedeli comporta grandi sacrifici!

Quale orrore vedere il disordine che regna nelle famiglie moderne! Certo, dipende dal fatto che il matrimonio non è stato preparato con quella serietà che esso esige come sacramento dei vivi, destinato a fare dei coniugi veri ministri di esso.

Sposi cristiani, siate casti, che è come dire: siate fedeli! Siate fedeli a Dio nell'adempimento dei vostri doveri coniugali, e siate fedeli fra di voi nel rispetto, nell'amore vicendevole. Non traditevi, perché dietro questo tradimento sta la rovina della vostra famiglia, sia che esso apparisca agli occhi altrui, come se fosse sconosciuto e nascosto. Dio benedice le famiglie dove il sacro nodo matrimoniale viene rispettato come dono del Cielo, e dona particolari aiuti di Provvidenza e di rispetto da parte dei figli.

Ti ringrazio, figlia mia, di aver scritto questi preziosi insegnamenti, che tu farai conoscere alle persone interessate che fanno parte della tua famiglia spirituale, perché tu possa, attraverso a esse, porgere il tuo aiuto materno.

Ti benedico con tutti i tuoi figli.

Commenti

Post popolari in questo blog

Affidatemi i moribondi e le famiglie

L'esistenza degli angeli

Un aumento di fede, di gioia e di forza