L'apostolato è un dovere
Figlia mia diletta, eccomi qui per darti la solita istruzione.
Tu sai benissimo che le mie parole, dette nel segreto del tuo cuore, andrebbero predicate sui tetti; ma non lo puoi fare, ed è per questo che io ti voglio far conoscere come tu puoi propagare la verità.
Intendo parlarti dell'apostolato, cosa indispensabile nella Chiesa, che si sarebbe fermata ad avere solo i dodici apostoli come suoi componenti, se nessuno di essi avesse pensato di mettere in pratica il mio comando che dice: "Andate, predicate e istruite ogni creatura!".
Il dovere e la chiamata all'apostolato viene direttamente da me in qualche forma speciale; ma è una chiamata comune che viene fatta ad ogni cristiano nel santo Battesimo. Dal momento che con il Battesimo venite a far parte della Chiesa, ricevete anche l'autorizzazione di procurare agli altri i doni di cui siete arricchiti.
Dovere che, in un modo più forte, vi viene comandato con la Cresima, che vi rende miei soldati e, per questo motivo, difensori della verità e capaci di combattere le sante battaglie della fede.
Quello che non si può fare allorché si è bambini piccolissimi, lo si deve fare con il crescere degli anni. Ma lo sappiano i miei seguaci che l'apostolato è un dovere, poiché giustamente è stato detto che "chi non è apostolo, è apostata".
Il dono della fede, che gratuitamente avete ricevuto, dovete gratuitamente, anche con sacrificio, distribuire e darvi da fare perché tutto il mondo, se fosse possibile, ne goda come voi e tutti porti a salvezza.
Ricevete dunque, figli miei, questo comando e studiamo insieme come attuarlo.
L'apostolato ha diverse forme, perché, come non tutti hanno ricevuto i medesimi doni e non tutti hanno la stessa chiamata, così ciascuno in una forma propria deve dedicarsi alla diffusione del bene e della verità.
È vero, però, che esiste anche una cosa che uguaglia tutti in quest'opera di bene ed è la preghiera. Rivolgersi al Padre per chiedere che la verità si faccia strada, che tutti la conoscano, che tutti la seguano e la amino.
Questa è la forma comune di apostolato, anche se può essere compiuta e deve essere compiuta in una gradazione diversa. Ti spiego!
Una suora di clausura o un trappista eserciteranno il loro apostolato in un modo ben diverso di quello di una mamma. La loro preghiera sarà più intensa e di più lunga durata. Quello che esigo da loro sarà ben superiore a ciò che chiedo a una mamma, pur restando il dovere a tutti di pregare il Padre, perché tutti conoscano la vera fede, il vero Dio, e agiscano conformemente a queste credenze.
Ora t'invito, figlia cara, a far conoscere, a chi ti avvicina, questo mio desiderio: che si preghi di più, perché la fede si diffonda, che si pensi a chi l'ha perduta, e si solleciti dallo Spirito santo quella luce divina che serva ad illuminare il mondo reso cieco dall'errore.
Se tu farai ciò, farai cosa gradita a me, che, se ben ricordi, ho espresso nella mia vita mortale questo desiderio con quelle parole: "... ed ho altre pecorelle che non sono di quest'ovile".
Ora ti voglio dire quanto mi addolora il comportamento egoistico di tanti cristiani, che pensano solo a se stessi, ai propri bisogni, anche se spirituali, e non spingono di un palmo più in là le loro vedute. Il cristiano vero non può essere egoista, perché, per questo solo fatto, non lo è.
La propria perfezione e santificazione, e anche solo la propria vita spirituale, se pur mediocre, non può sussistere se non è accompagnata dal desiderio vivo che anche i fratelli godano dei doni dei quali essi stessi vengono arricchiti. Desiderio che si traduce in supplica al Padre!
Ma vediamo un po', figlia mia, come si può e si deve propagare la verità. Ognuno di voi ha ricevuto il dono della parola. Solo chi non la possiede sarebbe in grado di dire quanto è grande la sua minorità.
Mediante la parola tu esprimi il tuo pensiero, che è ad essa collegato. A questo proposito, ti prego di tener conto del mio insegnamento: "non esprimere mai con la bocca cose che non pensi, e non pensare mai cose che ti vergogneresti di esprimere con la bocca".
Tutto bello e collegato, tutto santo, il pensiero e la parola!
Certo che è difficile raggiungere la perfezione in questo senso, perché la poca sincerità, che esiste nel mondo, permette di nascondere il proprio pensiero agli altri per evitare inconvenienti di grande entità.
Ma tu procura che i tuoi pensieri siano sempre limpidi e le tue parole siano la vera espressione di tale limpidezza, anche se la prudenza deve essere la regina che domina il tuo discorso.
Eccoti dunque, a questo punto, l'invito a compiere l'apostolato della parola. Anche se non tutti siete chiamati a compierlo in una forma solenne, come gli evangelizzatori o predicatori, siano essi laici o sacerdoti, siete però chiamati a quella forma semplice che va dalla buona parola al suggerimento, all'invito, al comando per chi ne ha l'autorità.
Tu, figlia mia, che, in una forma tutta diversa dal consueto, ricevi queste istruzioni, hai pure il dovere di comunicarle agli altri; e ricorda bene, Carmelina, che di ciò te ne faccio un comando, perché non deve andar perso nulla di ciò che ti dico e non puoi chiudere in un cassetto la verità, felice di averla ricevuta.
Comportati dunque così: nel raduno del martedì e del giovedì, leggerai una di queste istruzioni, che non richiedono discussione ma solo meditazione; e ognuno pensi in cuor suo come praticare quanto sente e come darsi da fare per far conoscere queste verità.
Un plauso devo dare a chi, anche con sacrificio, si adopera per scrivere e diffondere questi insegnamenti che i miei figli o non conoscono o hanno dimenticato.
Svegliatevi, figlioli cari, perché il figlio delle tenebre è più astuto di voi; e se voi non farete tutto quello che è in voi e che dipende da voi per conoscere e diffondere la verità, il maligno diffonderà sempre più l'errore a scapito delle anime.
Amate la verità, figli miei! Essa viene da Dio, viene da me. Non vi ho detto io che: "... sono la Verità, la Via e la Vita; chi crede in me non perirà giammai!"?
Volete diffondere la vita? Diffondete la verità! Siate gelosi della verità: approfonditela, difendetela, non permettete che sia inquinata. Essa deve essere cristallina, come l'acqua che zampilla da una sorgente.
Essa, la verità, vi deve dissetare. Ecco, abbiate sete della verità, che viene a voi sotto diverse forme ma la cui sostanza è contenuta nel mio Vangelo.
Che quest'apostolato, che non è facoltativo ma obbligatorio per ogni cristiano, trovi in voi un terreno adatto per la semina, che vi trasformi in altrettanti seminatori!
Dovrei parlarti, figlia mia, della terza forma con cui essere apostoli, che è quella del sacrificio che mi riservo di chiarirti in un altro momento.

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