Saper aspettare
Figlia cara, in questa notte di parasceve permettimi di trattenermi con te su un argomento che sfugge molte volte alla mente e al cuore umano, poco attenti a discernere le cose sacre e ad amarle.
Ti parlerò della virtù della pazienza.
È questa virtù di grande importanza nella vita, poiché essa è tutta un esercizio di pazienza. Bisogna saper aspettare, saper pazientare, bisogna con la pazienza possedere se stessi.
Voi vorreste vedere realizzati i vostri desideri, i vostri sogni, non appena appaiono ai vostri occhi, e non vi rendete conto che nessuna cosa avviene mai precipitosamente, ma tutto avviene per gradi.
Dio stesso, nelle sue opere grandi e piccole - e le opere di Dio non lo sono mai -, agisce sempre gradatamente, per gradi, ordinatamente, senza precipitazione, senza urtare, sapendo aspettare.
Così agì nell'opera della creazione e così agisce sempre, in ogni cosa, nelle anime e nel mondo.
Veglia sempre su di te, figlia cara, e non pretendere di metterti al posto di Dio e di superarlo.
Molti miei figli credono di poter dare consigli a Lui e d'insegnargli come attuare le cose secondo i loro pensieri. Ma i pensieri di Dio sono lungimiranti. Egli vede tutto nel piano di salvezza del mondo intero.
Così dovresti vedere anche tu gli avvenimenti, di qualunque genere essi siano, in funzione della tua salvezza e degli altri. Se tu guardassi le cose così, lasceresti fare a chi di dovere, cioè a Dio, poiché è Lui che dirige il mondo e ti fideresti di Lui, sicura che tutto ciò che avviene è per il tuo maggior bene.
Quanta pace, quanta padronanza nell'esercizio della pazienza! L'uomo paziente diffonde, nell'ambiente in cui si trova, grande serenità, tranquillità e gioia.
Se tu sei paziente, tutti verranno a te e ti chiederanno consigli e ti racconteranno le loro pene e tu potrai aiutarli, far loro del bene, tranquillizzarli e, in un certo senso, renderli contenti.
Devi esercitare la pazienza prima di tutto con te stessa. Tu vorresti possedere delle virtù. Ebbene, nessuna virtù si acquista in un batter d'occhio, ma adagio, adagio, con un continuo cadere e rialzarsi, con un continuo promettere, facendo un passo avanti giorno per giorno. Il monte della santità, che è uguale al Calvario, non lo possiamo salire in un giorno.
Dio stesso non pretende ciò e anch'Egli pazienta; anzi, vede con gioia gli sforzi che un'anima fa per migliorarsi, anche se, dopo molto tempo, essa si accorge di essere ancora al punto di partenza.
Devi esercitare questa preziosa virtù nelle contrarietà e nelle mille vicende quotidiane. Ciò che ti sembra ostacolo, dovuto alla cattiveria umana o mancato aiuto di Dio, è semplicemente l'attuazione della sua Volontà che, attraverso persone o cose, realizza ciò che è bene per te.
Sappi dunque essere paziente. Vinci il male col bene. Vinci l'odio con l'amore. Ricambia di sorrisi e di gentilezze chi ti irrita, ti stuzzica o disturba col suo modo di fare. Sii paziente quando ti rubano del tempo prezioso e, se non è per mormorare o parlare di cose inutili, offri volentieri questo sacrificio per ascoltare chi ti parla.
Ti farò ritrovare a suo tempo ciò che apparentemente perdi. Benedirò il tuo lavoro e le tue imprese, e ti farò realizzare in breve ciò che avresti fatto, forse anche in modo meno perfetto, con molto tempo a tua disposizione.
Sii paziente con tutti: con chi ti fa attendere, con chi non ti ascolta, con chi non ubbidisce, con chi promette e non mantiene, perché anch'io sono infinitamente paziente in tutte queste cose.
Sto alla porta del cuore dell'uomo e batto e supplico e chiedo, desideroso solo di far del bene. Eppure mi si fa aspettare! Molti non mi accolgono, mi disprezzano, non mi credono, mi lasciano parlare inutilmente, quando non m'insultano, mi bestemmiano, mi feriscono e mi cacciano lontano da loro.
Pazienta con tutti, figlia mia, che la pazienza è la virtù dei forti.
Io ho voluto mostrare la mia pazienza in tutta la mia vita mortale, fin dal seno di mia madre. Nove mesi ho voluto restare nascosto nel suo seno. Come Dio, l'attesa sarebbe stata inutile per me. Avrei potuto presentarmi al mondo come uomo adulto e non seguire la strada comune.
Non hai mai pensato quanta pazienza ho esercitato nell'attesa della mia vita di apostolato? Trent'anni di preparazione, di lavoro oscuro, in una misera casa, accanto a due creature semplici e umili, mentre tutto il mondo era mio.
Trent'anni di attesa per tre anni di apostolato! Alla vista umana potevano sembrare trent'anni perduti. Eppure, com'era necessario questo esempio a voi tanto precipitosi in tutto!
E nella mia vita di apostolato, quanta pazienza con gli apostoli rozzi e incapaci, coi farisei superbi e bugiardi, con chi mi seguiva solo per motivi umani, con chi mi voleva lapidare, con chi mi scambiava per un seguace di Belzebù, con chi ascoltava le mie parole e poi mi voltava le spalle, con chi mi derideva, mi calunniava!
E al termine di questa vita di apostolato, quando avrei dovuto raccogliere abbondanti frutti, ecco che tutti mi abbandonano: uno mi tradisce, uno mi rinnega, e mi si trascina, come pecora al macello, sopra un monte per essere inchiodato sopra il patibolo della croce.
Quanta pazienza, figlia cara, e tu ti lamenti molte volte per ciò che devi sopportare o subire!
La mia pazienza la esercitai pure dopo morte. Tre giorni rimasi nel sepolcro. Io, che avevo con una sola parola risuscitato i morti, ho voluto essere sotto il dominio della morte per ben tre giorni!
Tutta la mia vita mortale è stata un esercizio eroico di pazienza.
Ma non ti posso non parlare della pazienza praticata in modo eroico anche da mia Madre e dal mio buon padre putativo. Seguili per un istante nei loro viaggi e tu vedrai due volti sereni, due anime in pace, pur in mezzo a pene acerbissime.
Rivedi, dall'Annunciazione in poi, tutti gli avvenimenti: dal dubbio di Giuseppe, al viaggio a Betlemme, il rifiuto di ospitalità, la fuga in Egitto, lo smarrimento mio nel Tempio e via di seguito. È stata la loro vita un esercizio della virtù della pazienza eroica, basata sulla fede incrollabile in Dio, sull'umiltà e sulla padronanza di se stessi, in tutto e sempre.
Chiedi, dunque, continuamente a Dio questa virtù e falla intercedere dai miei santi genitori; e sta' pur certa che, nell'esercizio di essa, s'irrobustirà la tua vita spirituale e avrai tanta pace e tanta serenità.

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