6 - Non commettere atti impuri

 


Figli miei cari, sono in mezzo a voi e vi dono la pace.

Siate contenti, figli miei, poiché i doni che voi andate ricevendo per mezzo di queste istruzioni, portano il loro frutto ed io vi vedo diventare più sapienti, ma soprattutto più buoni. A questo scopo io vi parlo e vi istruisco.

Che varrebbe che foste delle arche di scienza, se non sapeste mettere in pratica quanto sentite? Sia dunque ringraziato il Signore, perché vi vedo trarre profitto da queste lezioni e, se proseguirete per questa strada, potrete raggiungere la vera santità ed essere fari luminosi anche per gli altri.

Vi prego dunque, quando vi muovete dalle vostre case per venire qui, dite a voi stessi: andiamo a scuola dalla nostra Mamma celeste. E se vi capita di avvicinare persone, pure desiderose di fare del bene e di essere dei veri cristiani, dite loro: “Andiamo, venite anche voi: le lezioni della Madonna sono tanto semplici che tutti le possiamo capire”. Tenete poi presente che io, oltre ad istruirvi, vi do anche la grazia e l’aiuto per mettere in pratica le cose che v’insegno. È come dire che vi aiuto a fare il compito.

Oggi vorrei parlarvi del sesto Comandamento: “Non commettere atti impuri”.

Devo chiarire nella vostra mente questa verità! Dio non ha creato nulla di cattivo, nulla di brutto nel mondo. Egli è mirabile nelle sue opere e tutte cantano la perfezione e la bellezza infinita di Lui. Dio ha creato l’anima e il corpo dell’uomo, che formano l’uomo. Lo ha creato con il desiderio di effondere su di lui il suo amore. Lo ha voluto sottoporre ad una prova per poter poi premiarlo con il paradiso.

Non ha voluto che fosse solo l’uomo, ma gli ha dato una compagna anche come mezzo per popolare la terra. A tutti gli uomini che avrebbero riempito la terra, Dio avrebbe dato il suo amore infinito e, dopo una vita vissuta nell’Eden terrestre, sarebbero passati a godere di una felicità senza fine nel cielo.

Tutto doveva essere puro, santo e degno di ammirazione: santa l’anima, mediante la grazia; santo il corpo, che come un santuario doveva custodirla. Le leggi stabilite da Dio davano all’anima la superiorità sul corpo, che doveva ubbidire in tutto. Il corpo, assoggettato, doveva compiere atti regolati da leggi particolari, per cui avrebbe dato origine ad altri corpi, a cui in tutti i tempi e per tutti i secoli Dio avrebbe dato l’anima.

Se il peccato non avesse seminato e innestato nel corpo degli uomini la concupiscenza, la malizia e l’inclinazione al male, tutto sarebbe stato spiritualmente ed umanamente bello.

Ora che cosa avviene invece? Che il corpo non vuole sottostare all’anima ma vuole avere il sopravvento, e nel godimento materiale l’uomo vuole guazzare nel fango come gli animali immondi, senza sollevare il suo pensiero e il suo spirito verso i beni superiori, verso Dio e ciò che da Lui proviene.

Cambiando valore alle cose, avviene come una lotta, anzitutto verso Dio, alla cui legge si disobbedisce. Avviene come una ribellione all’interno di quella creatura eletta che il Signore ha destinato a vivere sulla terra nell’ordine più perfetto, dal quale consegue la felicità umana. E il disordine che ne proviene, chiamato peccato, dopo aver privato l’anima di tutte quelle cose pregevoli che derivano dalla sua unione con Dio, la abbruttisce. Se non interviene Dio stesso dopo questo avvilimento, ne consegue l’inferno.

Figli miei, questo è ciò che il peccato impuro va seminando nel mondo: la morte e la distruzione. Questa è la conseguenza di una vita impura: l’inferno.

Ma vorrei, figli miei, che voi aveste anche il pensiero rivolto a quelle creature che pare abbiano toccato la terra come sorvolandola e che hanno mantenuto la loro purezza nella più splendida osservanza della Legge di Dio.

Oh, come vorrei innamorare tutti i giovani di questa virtù della santa purezza, che fa degli uomini dei veri angeli! Come vorrei che questa virtù fosse particolarmente e con impegno esercitata dai miei ministri, che ne dovrebbero fare un mezzo di attrazione per i giovani!

La purezza ha una forza che è come seducente. Ricordate alcuni santi, tra cui il santo Vescovo di questa città. Era tanto amante della verginità e della purezza, che, parlandone ai giovani, essi sentivano ardere il desiderio di lasciare il mondo per seguire Gesù nella sua vita di mortificazione e di penitenza.

Ma anche la castità matrimoniale è degna di encomio e dona ai genitori quell’aureola che li rende degni di rispetto e di venerazione.

Ha detto il mio Gesù: “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”.

Oh, figli miei, combattete questo grande male dell’impurità in voi e nel mondo! Vivete serenamente la vostra vita, godendo di quei beni che vi sono concessi e ringraziando il Signore, ma sempre tenendo a freno questo vostro corpo, che facilmente recalcitra se non lo tenete domato. Esso fa come quei somarelli o quei puledri che non stanno fermi se non sono tenuti a freno dalla cavezza. Sappiate mettere la cavezza anche voi con la mortificazione di tutti i vostri sensi. Come si potrà comandare al corpo se gli occhi vogliono tutto vedere, le orecchie tutto sentire, e se la lingua crederà di poter fare qualsiasi discorso di qualunque genere, più o meno sporco?

Sappiate pregare, sappiate soffrire, perché le tentazioni sono sempre pronte e solo con l’aiuto di Dio potrete vincerle. Attraverso la pratica della virtù che Gesù predilesse e che tuttora ama e predilige, vedrete Lui, vedrete Dio.

Voi invidiate qualche volta i fortunati che, per dono del cielo, poterono e possono tuttora vedere Gesù o vedere me in qualche apparizione, ed è comprensibile che voi pure abbiate questo santo desiderio. Ma se voi sarete puri, se custodirete il vostro corpo come tempio di Dio, la fede vi sarà così chiara nella mente e nell’anima che vi sembrerà di scorgere veramente Dio accanto a voi. L’amore che vi unirà a Lui sarà così puro e così forte che nessuna cosa vi sembrerà difficile e penosa. Vi assicuro, sarete veramente beati perché vedrete Dio.

Figli miei, vi benedico e vi amo. Il cielo azzurro che si apre sopra il vostro capo, e i gigli candidi che fra qualche tempo fioriranno nei vostri giardini, v’innamorino di quella vita di purezza e di castità che è stata la mia nota caratteristica per virtù di Dio e che vi deve guidare verso il cielo.

Benedico tutti e amo tutti d’infinito affetto.

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