Il giudizio di Dio
Figlia mia, ascoltami. Rinuncia un momento al tuo modo di pensare e mettiti trepidante davanti a me, che dovrò esserti severo giudice un giorno.
Tutta la tua vita sarà pesata su una bilancia di massima precisione, una bilancia spirituale s'intende, che controllerà tutto, tutto: le tue parole, i tuoi pensieri, le tue azioni. Nulla sfuggirà al mio severo giudizio. Tu la rivedrai come in uno specchio tutta la tua vita, e vedrai anche ciò che potevi fare e che non hai fatto.
Quando, però, sarai davanti al Giudice supremo, non sarà più possibile il pentimento. Tu resterai quello che sarai, senza possibilità di cambiamenti. Ti ho detto che sarai giudicata sui pensieri, sulle parole e sulle azioni, ma in questo senso: cioè, sulla base di questo codice, quello dell'amore.
Le tue parole sono state piene d'amore? Che è come dire: hai portato dovunque la pace, la bontà, i miei insegnamenti? La tua parola l'hai sempre usata per fare il bene? Non hai seminato discordie, ferito il prossimo nell'onore? Hai risposto a questo dono d'amore, che è la parola, corrispondendo e seminando l'amore?
Uguale interrogazione la puoi riferire ai pensieri e alle azioni. Sì, ti sarà chiesto se la tua vita sarà stata una testimonianza d'amore, un dono d'amore. La legge è tutta qui e il giudizio sarà così: ve l'ho detto in mille modi durante la mia vita mortale.
Ero venuto per perfezionare la legge e a mettere un'impronta d'amore là dove era solo giustizia. Non esisteva la legge del perdono, ma quella della vendetta: non l'amore per i nemici, ma solamente quello degli amici.
E lo ripetevo in mille modi, sotto diverse forme: "Chi avrà detto al proprio fratello ‘raca’, che vuol dire sciocco, sarà castigato. Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, pregate per coloro che vi perseguitano. Non tramonti mai il sole sulla vostra collera. Non rendete male per male, ma bene per male". E tutte le tue azioni compile alla luce del sole, del sole dell'Amore divino, intendo dire, "perché gli uomini, vedendole, lodino il Padre che sta nei Cieli". Così dicevo!
Ti sembra difficile comportarti così? Ebbene, pensa che con la stessa misura, con lo stesso metro con cui misuri, sarai misurata. Pensa che Dio si comporterà con te come tu ora ti comporti, non tanto con Lui, nel senso che lo preghi e gli dici di amarlo, ma con il tuo simile, col tuo prossimo, col tuo fratello che ti vive accanto e con tutti i fratelli del mondo.
Sì, poiché nessuno deve circoscrivere la propria vita né a se stesso, né alla propria famiglia. La famiglia umana è la famiglia di Dio, è la tua famiglia, e non vi è bisogno nel mondo a cui tu possa rimanere estranea o sorda.
Dove non può giungere la tua parola fatta d'amore, il tuo pensiero arriverà senz'altro e col pensiero l'affetto e con esso la preghiera. Affetto e preghiera porteranno i loro benefici: il loro aiuto a chiunque, vicini e lontani. Non dimenticare però che il prossimo che ti circonda, il prossimo di tutto il mondo, attende anche i tuoi sacrifici, il tuo dono d'amore. Ed è logico!
Se una mamma dicesse al proprio figlio che lo ama e poi gli lasciasse mancare il necessario, dove sarebbe il suo amore? E quello che è per la mamma un dovere, è per il figlio verso di lei. È o dovrebbe essere la vita tutto un dono reciproco d'amore, fatto anche di parole, di pensieri, d'affetto e soprattutto di sacrifici, di rinunce fatte dagli uni a favore degli altri.
O come sarebbe diverso il mondo se vi fosse meno egocentrismo e più altruismo, meno egoismo e più amore! Quanta armonia vi sarebbe nelle famiglie, dove si vivrebbe uno per tutti e tutti per uno! Il sofferente troverebbe conforto, il povero troverebbe aiuto, l'ammalato sarebbe curato con più amore, e nessun bisogno materiale o spirituale non resterebbe senza eco nel cuore di tutti.
Sì, poiché tutti hanno qualche cosa da dare e possono ricevere ciò di cui hanno bisogno. Tu vai al letto di una persona inferma ed ella si duole di non poter far nulla per nessuno, ma la sua vita, spesa nella sofferenza, è un dono immenso che essa fa all'umanità.
Tutti hanno bisogno di lei: tutto il mondo dei sani nel corpo e forse malati nello spirito. Tutti coloro che svolgono mansioni delicate a favore degli uomini: dal medico al sacerdote, dal giornalista al deputato, dall'avvocato al giudice, dal maestro al dirigente: tutti hanno bisogno di essere aiutati, perché la loro professione sia imperniata di amore e di giustizia.
Tu capisci che il dono che un'inferma o un'anima sofferente può fare a tutte queste categorie di persone è tanto grande che ciò che gli altri fanno per lei è ben poca cosa. Come vedrete diversamente in Paradiso le cose, figli cari! Quante situazioni capovolte!
Quante persone vedrete che hanno trascorso la loro vita nel nascondimento, nell'umiltà, nel silenzio e nella bontà, nulla chiedendo e tutto donando: non materialmente perché nulla possedevano, ma la ricchezza del loro cuore. Le vedrete nelle alte sfere dei santi più di coloro che clamorosamente avranno vissuto e poco amato.
Te lo dico ancora, figlia cara, e non avertene a male se insisto. Fa' della tua vita un dono d'amore all'umanità. Sì, perché solo amando gli uomini si arriva a Dio. È come una parte di uno stesso volto. Una cosa completa l'altra. Anzi, ti posso dire che non può esistere amor di Dio senza amor del prossimo.
Amate tutti, perdonatevi a vicenda, aiutatevi a vicenda. Siate più facili a vedere il bene che il male, perché, ricordi che cosa ti ho detto nel Vangelo? "Non voler togliere la pagliuzza dall'occhio del fratello, quando nel tuo vi è una trave!". Fa' in modo di possedere la luce di Dio nei tuoi occhi e poi aiuta il prossimo a vedere, perché: "Non può un cieco guidare un altro cieco".
Ancora una cosa ti voglio dire. Tu mi ripeti ogni giorno e anche più volte al giorno: "Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori". Con queste parole tu mi dai un codice e mi stabilisci la misura. Pensale bene queste cose. Pensa che, ogni volta che tu le dici, ti vai ripetendo il tuo giudizio, buono o cattivo, la tua assoluzione o la tua condanna, poiché il tuo Dio farà proprio così, farà ciò che tu gli dici di fare.
Se tu avrai perdonato, che corrisponde ad amato, compatito, aiutato il prossimo, così da sentirti tranquilla perché a lui non hai recato nessun danno e hai cercato di aiutarlo in tutto, non temere nulla: il giudizio di Dio sarà pieno di bontà e di misericordia. Egli ti accoglierà fra le sue braccia perché con la stessa abbondante misura di bontà e d'amore con cui hai misurato sarai misurata.

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