La perfezione cristiana
Figlia mia. Non avere troppa premura di sapere quale sarà la tua elevatezza spirituale, perché nessuno è in grado di giudicare, ma tendi ogni giorno di più a quella perfezione a cui tutti i cristiani sono chiamati.
«Siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro che è nei Cieli», ripetevo a tutti nella mia vita mortale, e aggiungevo che la perfezione non è una dote facoltativa, ma obbligatoria.
L'uomo è perfettibile e, come fisicamente deve crescere per non essere anormale, così spiritualmente deve perfezionarsi per non restare un eterno bambino.
È pur vero che Io vi ho detto «che se non sarete come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli». Ciò va inteso per le virtù che l'uomo deve possedere: l'umiltà, la semplicità, la prontezza al perdono e tutte le altre doti che sono proprie del fanciullo buono. Non vi esortavo certamente nel senso di rimanere piccini, cioè di non crescere nella vita spirituale, il che sarebbe un'anormalità come per la vita fisica.
Tutto nel mondo nasce, cresce, si sviluppa e raggiunge la maturità: così deve essere anche nel campo spirituale.
Tu non sai a che età giungerai, perché ignori quando arriverà la morte, però non ti metti seduta ad aspettare. Anche nella vita spirituale devi comportarti così.
Tu non sai quando il Signore chiederà conto a te dello stato della tua anima e a che punto sei arrivata nella via della perfezione. Non importa: tu devi ogni giorno sforzarti di progredire per raggiungere il massimo, non che desideri tu, ma quello che Dio ha fissato per te. Siccome non conosci fino a che punto il Signore ti vuole perfetta, ti resta l'obbligo di desiderare e tendere al più alto grado possibile.
Tu mi domanderai in che cosa consiste questa perfezione cristiana. Ti spiego: non tutti hanno lo stesso grado di vista: c'è chi vede lontano e vicino, chi solo lontano e chi solo vicino. La vista perfetta è la prima; le altre sono difettose; tu però le puoi correggere mediante gli occhiali e rendere perfette quasi quanto la prima.
Nella vita spirituale c'è pure una visuale, un modo di vedere le cose di Dio. Vederle con chiarezza nella luce di Dio sarebbe desiderabile e perfetto, ma molte volte non è possibile; la nostra incapacità o la mancanza di doni superiori non ci permettono di veder bene.
Occorre, anche nella vita spirituale, provvedersi di mezzi che ci aiutino a illuminare la mente per distinguere e ad apprezzare le cose dello spirito. Non sei sola in questo studio e non cammini senza una meta: hai davanti il mio esempio, quello di mia Mamma e quello dei Santi e sai che la vetta da raggiungere è il Padre mio.
Ecco che vengo al pratico.
La tua vista è perfetta se vedi bene. La tua mano è perfetta se possiede le cinque dita (nota che non lo sarebbe se ne avesse sei, perché sarebbe qualche cosa in più di quello che l'uomo normale ha), e deve muoversi senza difficoltà in ogni senso per poter svolgere quei lavori che le sono propri.
Ora vediamo nel campo spirituale. Tutti hanno delle facoltà, tutti avete ricevuto dei doni. Non chiedere e non pretendere doni straordinari, ma adopera quelli che possiedi nel miglior modo possibile: questa è perfezione. Hai ricevuto il dono della Grazia: procura di conservarla e di aumentarla.
La vita di grazia è vita di unione con Dio. Procura di rendere questa unione sempre più profonda, sincera e perfetta. Sì, in fondo la perfezione è tutta qui: vivere in Dio, con Dio e per Dio. Vivere con Lui che vive in te; mediante la Grazia fare con Lui come una cosa sola.
Ecco la perfezione: fondersi in Lui. E più questa unione è profonda più tu diventi perfetta, che è come dire diventi santa.
La Grazia opera in te una trasformazione tale che ti posso spiegare così: se metti un ferro ad arroventarsi sul fuoco, quando è arroventato tu non lo distingui più dal fuoco stesso, prende lo stesso splendore e lo divora la stessa fiamma. Così è l'anima in grazia: s'immerge nel suo Dio e acquista uno splendore divino.
Alcuni Santi, ai quali avevo concesso di poter vedere un'anima in grazia, si sono prostrati fino a terra per adorarla credendo di essere alla presenza di Dio stesso.
La vita di Grazia, vita d'unione con Dio, è vita di perfezione perché richiede una vigilanza continua sui propri sensi, sulle proprie inclinazioni, sui propri difetti, per custodirla.
Richiede anche dei mezzi per aumentarla. Questi tu li conosci: sono i Sacramenti che, ricevuti con devozione e con desiderio, portano all'anima un miglioramento spirituale.
Ora però ti accennerò a un altro mezzo che la maggior parte dei cristiani dimentica e che è invece un mezzo potente per raggiungere la perfezione. Intendo parlarti della meditazione e della lettura spirituale.
La meditazione è come il cibo spirituale dell'anima. Metti a confronto le tue virtù con quelle di Dio e dei Santi che già lo hanno raggiunto e cerchi di imitarli.
Con la meditazione fai tue le verità eterne, dai valore giusto alle cose, sveli davanti ai tuoi occhi i tuoi difetti, cosa che difficilmente può fare un'anima superficiale e, conoscendoli, li puoi combattere sicuramente e bene.
È grande l'utilità della meditazione per raggiungere la perfezione.
Tanto grande che ti direi di non lasciarla mai, perché come è stato un mezzo infallibile per altri Santi, lo sarà anche per te.
Non posso far a meno di ricordarti quanto nel Vangelo si dice a proposito di mia Mamma che vedeva, osservava e meditava quanto avveniva in Me e attorno a Me. Ebbene: Ella tutte quelle cose le conservava poi nel suo Cuore.
Ecco il frutto della meditazione: conservare nel proprio cuore le cose di Dio!
Mia Madre le conservò così bene che poté, dopo la mia morte, essere la Maestra degli Apostoli, la Madre della Chiesa nascente e fu in grado di ripetere ai primi cristiani tutti gli insegnamenti che Io stesso le avevo dato.
Sappi, figlia mia, elevare il tuo spirito dalla terra al cielo e dalla meditazione della mia vita, dei misteri e delle virtù che in essa vi sono, ricavare gli insegnamenti necessari alla tua vita spirituale e farti progredire giorno per giorno, a gloria di Dio e per la tua gloria eterna.

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