La preghiera
Figlia mia diletta, ascoltami bene che io verrò ammaestrandoti su un importante argomento tanto caro al mio cuore.
Ti parlerò della necessità dell'orazione.
Intendo con ciò parlarti di tutte quelle manifestazioni spirituali che servono a mettersi in comunicazione con Dio.
Ti dirò quanto valore ha la preghiera che io non lasciai mai durante la mia vita mortale, né giorno, né notte, per cui ti posso assicurare che la mia vita fu un'orazione continua.
L'orazione è una elevazione dell'anima e del cuore a Dio; è una immersione nella Divinità per studiarne gli attributi e riportarne tutti quei carismi e quegli insegnamenti che l'uomo deve praticare, per attingere la forza per proseguire e perseverare nel bene, per ringraziare Dio di tutto ciò che Egli continuamente dona a ciascuno e per stringere con Lui legami di particolare e più salda amicizia spirituale. Da tutto ciò, tu capisci quanto sia importante pregare.
È importante come l'aria lo è per respirare. Infatti, la preghiera è il respiro dell'anima, è l'ossigeno che alimenta la vita spirituale. La vita dell'uomo deve essere una continua ascesa verso il Bene supremo, ma nessuno potrebbe salire questo Monte santo senza un aiuto soprannaturale che gli viene attraverso la preghiera.
Come può essere la preghiera? Ogni anima ha un modo diverso di comunicare con me e la forma non interessa punto. La cosa più importante è che tu ti umilii davanti a Dio e chieda a Lui di poter rivolgergli il pensiero, gli affetti e la parola.
Molti credono che la preghiera sia un'umiliazione a cui non ci si deve abbassare, ma è perché non sanno capire in che cosa essa consista. Nessuno penserebbe di umiliarsi andando a parlare con il Capo dello Stato e riterrebbe, anzi, cosa desiderabile di prestargli anche umili servizi.
Ebbene, se si pensasse alla grandezza di Dio, certamente si riterrebbe grande onore trattenersi con Lui. Dio non è un semplice Capo di Stato, ma il Re di tutto il creato, ed è per immensa bontà sua se permette che gli uomini si rivolgano a Lui, non solo, ma si trattengano con Lui in affabile e affettuosa conversazione, esponendo a Lui le proprie necessità.
Te lo ripeto, figlia: la preghiera è sommo onore da parte dell'uomo ed è grande degnazione da parte di Dio. Se tutti capissero ciò, nessuno vorrebbe perdere di mira il Signore e vorrebbe trascorrere la propria esistenza senza ricordarsi di Lui.
È vero che la vita umana richiede un'attività di opere indispensabili, perché essa è piena di esigenze; ma ciò non toglie che ogni creatura possa elevarsi a Dio anche durante le proprie occupazioni, che fanno parte dei doveri quotidiani, e trasformare così le azioni anche più indifferenti in vera e propria preghiera.
Le formule che voi recitate aiutano o devono aiutare la mente ad elevarsi ed eccitare gli affetti del cuore, tanto che, se non sono congiunte con essi, non hanno nessun valore: sono come parole buttate al vento.
Ecco perché nel Vangelo vi ho detto: "Non chi avrà detto Signore, Signore, entrerà nel Regno dei Cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio!". Perché alludevo a coloro che fanno della preghiera qualche cosa che risuona nell'aria, non certo che tocca il cuore del Padre.
Tu sai, infatti, quanto ho poi insistito sulla necessità della preghiera, dicendovi: "Pregate senza interruzione", e vi ho dato l'esempio. Fin da bambino pregavo lungamente con Maria e con Giuseppe che m'istruivano come uomo, e m'insegnavano i salmi e gli inni che avrei poi recitato nella sinagoga e mi parlavano delle profezie, che io già conoscevo e che anch'essi sapevano a memoria.
Mia Madre buona parte della notte la passava pregando e la sua preghiera era tanto cara al Padre. Per le sue invocazioni molti castighi, fin d'allora, erano risparmiati agli uomini che si lasciavano trascinare dal vizio e dal maligno.
Cresciuto in età anch'io mi unii a Lei, anche nella preghiera notturna, e chiedevo al Padre aiuto per compiere la mia missione secondo il suo divino Volere.
Amavo ritirarmi a pregare in un luogo solitario per poter meglio inabissarmi in Dio.
È vero che io stesso sono il Figliolo di Dio, ma io vi dovevo dare l'esempio in tutto e, come uomo, dovevo insegnarvi come il ricorso a Dio deve essere continuo. Ricorrevo a Dio Padre prima di ogni azione importante o anche secondaria, e gliela indirizzavo, chiedevo di benedirla, di aiutarmi a compierla e lo ringraziavo dopo averla compiuta.
Oh, se il mondo sapesse pregare, come le cose andrebbero diversamente!
C'è una preghiera che è particolarmente cara al mio cuore, ed è la preghiera liturgica, la preghiera della Chiesa.
Io stesso prego con la mia Chiesa, e chi prega con lei prega con me. È un immenso coro, cui si uniscono gli angeli del Cielo, le anime purganti e tutti i giusti della terra, ed io ne sono il capo.
Certamente, poiché tutti uniti si forma come un corpo solo, il mio Corpo mistico!
La preghiera ufficiale principale, che è anche la rinnovazione del mio sacrificio della croce, benché senza spargimento di sangue, è la santa Messa.
Dirti l'importanza di questa preghiera e di questo Sacrificio non è tanto facile. Sappi però che, se il mondo ancora non è caduto in rovina sotto il peso delle sue iniquità, è proprio perché si rinnova continuamente sugli altari il mio sacrificio, la mia immolazione e perché da ogni altare sale al Padre la mia implorazione ad aver pietà di tutti gli uomini, siano essi buoni o malvagi.
Ti ho detto che io pregai tutta la vita, e prego ora continuamente su ogni altare e prego incessantemente da ogni tabernacolo.
Ma permettimi di ricordarti due momenti della mia vita mortale in cui la preghiera fu più intensa. Prima di iniziare la mia passione, dopo di avere nell'ultima cena istituito la santa Eucaristia, presi con me Pietro, Giacomo e Giovanni e mi addentrai nell'orto degli ulivi, dove io spesse volte mi portavo a pregare.
Lasciatili a breve distanza, m'inginocchiai e m'immersi in una preghiera profondissima. In quell'istante mi apparirono davanti agli occhi tutte le pene che avrei dovuto sopportare, e la mia umanità ne fu talmente impressionata e scossa che da questo pensiero fui come schiacciato da un torchio.
In questa sofferenza immensa, che tu puoi in un certo senso capire, poiché il prevedere il male che ci può capitare è molte volte più doloroso che il male stesso, il mio corpo emise abbondante sudore di sangue.
L'altro momento della mia vita, in cui la preghiera assumeva il valore di un grido straziante che si elevava al Padre, fu nella mia crocifissione, quando mi rivolsi al Padre, che sentivo adirato contro di me, al quale volevo affidare l'ultimo mio anelito che completava la mia missione.
Ecco figlia: se tutta la tua vita deve essere imperniata di preghiera, cioè di continuo ricorso a Dio, specie nel momento del dolore tu devi rivolgerti a Lui. Allora la preghiera santificherà la tua sofferenza, la allevierà e la renderà accetta al Padre.
Il calice del dolore è sempre amaro, e doloroso è arrivare fino in fondo; ma, se tu ricorrerai a Dio, Egli ti manderà un angelo consolatore, come lo ha mandato a me nell'orto, non importa sotto che forma.
Forse sarà la parola buona di una persona affezionata, forse un buon pensiero, forse un aiuto improvviso e insperato. Non desistere dal pregare, non lasciarti abbattere. Il Signore non abbandona mai i suoi figli!
Credi, spera, piangi se vuoi, ma non abbandonar mai la preghiera. Quando tutto ti sembrerà perduto, ti si aprirà il Cielo e sarò io che ti dirò: "Oggi stesso sarai con me nel mio Regno!".

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