Ubbidienza alla legge di Dio



Figlia mia diletta, poni attenzione a quanto ti dirò e non badare alle voci discordi che ti vengono da molte parti, perché una sola è la verità: accettala con grande gioia e fanne vita della tua vita.

Non dimenticare che sopra di te veglia il Signore e ti assiste continuamente. Veglia sulla tua mente, ascolta i gemiti del tuo cuore, dirige la tua volontà, mostrandoti continuamente la via del Cielo. Non hai che d'esser docile alla sua voce, ascoltare i suoi suggerimenti e, vincendo te stessa, eseguire i suoi comandi e i suoi desideri, seguendo le tracce sue.

Imita l'esempio di coloro che ti hanno preceduta, osservando la legge del Signore, poiché essi, così facendo, raggiunsero il fine, l'eterna salvezza. Tu mi hai capito di che cosa intendo parlarti?

Ti parlerò dell'ubbidienza.

Le leggi che regolano tutto l'universo sono talmente perfette che tu potresti chiamare tutto l'insieme un immenso orologio, il cui autore è Dio. Se a questo orologio tu togli anche un piccolissimo ingranaggio, l'orologio più regolare diventa un oggetto inutile.

Tu puoi ammirare l'ordine e la perfezione che regna nell'universo, tanto perfetto che ti è possibile fissare l'ora in cui sorgerà il sole, quando tu potrai scorgere la luna nelle sue diverse fasi, quando spunteranno sulle piante le prime gemme e i primi fiori, quando nevicherà o pioverà.

Le leggi della natura sono ubbidienti alla mano invisibile di Dio, che le dirige e le sostiene, poiché Egli le ha stabilite e le conserva.

Tutto il mondo che tu, anche se per un breve tratto, scorgi, ubbidisce alla legge naturale stabilita da Dio e di Lui canta la bellezza e la perfezione.

Anche nel mondo animale vi sono delle leggi che regolano la loro natura; e tu sai con precisione quali sono i loro istinti e le loro abitudini, cosicché da essi ti puoi anche difendere, se feroci, o te ne puoi servire, se servizievoli o addomesticabili.

Di tutto il mondo, pur essendo l'indiscusso Creatore e Signore Iddio, ne è re l'uomo.

La gloria di Dio è stato il motivo principale della creazione e la gioia dell'uomo il motivo secondario. Per la gioia del tuo cuore, figlia mia, cantano gli uccelli, spuntano i fiori, sorge il sole, e tu dovresti da queste cose erompere, elevandoti fino a Dio, in un inno di ringraziamento e di lode.

Ordine perfetto in un'ubbidienza perfetta!

Anche per l'uomo sarebbe dovuto essere cosi: anch'egli ha ricevuto le sue leggi. Ubbidendo a esse, nel mondo vi sarebbe stata e vi sarebbe perfetta armonia.

Ma l'uomo è stato lasciato libero di eseguire i comandi di Dio o meno, anche se l'ubbidienza doveva esser premiata e la disubbidienza castigata. A motivo di questa libertà che Dio gli ha concesso, che è un dono bellissimo, solo l'uomo in tutto il creato osa ribellarsi a Dio.

Quali danni gliene derivano, tu stessa in parte puoi vedere e costatare. Tutto ciò che porta disordine nel mondo è la conseguenza della ribellione dell'uomo alle leggi di Dio, leggi naturali o umane, leggi preternaturali e leggi spirituali.

Dio ha creato l'uomo perché fosse felice nel dominio di se stesso e della natura che lo circonda. Lo ha dotato di doni eccezionali e meravigliosi, mediante i quali egli può discernere il bene dal male. Ha impresso nel suo cuore una legge naturale; gli ha dato una legge divina nei Comandamenti e, con l'istituzione della Chiesa, Dio, per mio mezzo, ha dato all'umanità una Maestra infallibile di verità.

Ubbidire alla legge naturale, alla legge di Dio, alla mia legge, che viene a voi attraverso la Chiesa, ecco la perfetta armonia, ecco la felicità dell'anima, ecco la gloria eterna assicurata.

Figlia cara, ti ho parlato da principio di voci discordanti, e tu stessa puoi renderti conto di esse. C'è chi nega l'esistenza di Dio, perché è più facile e più comodo negarlo. C'è chi lo ammette, ma lo relega nell'alto del Cielo, perciò troppo lontano dall'uomo, per cui non può interessarsi delle vicende umane. C'è chi, ammettendolo, lo odia, perché lo ritiene la causa di tutti i suoi mali che l'uomo stesso si è creato col peccato. C'è chi non crede in me, che ti parlo, come Figlio di Dio, e rifiuta la mia legge d'amore universale.

C'è chi dice di credere in me, e non vuol accettare quella mia istituzione sgorgatami dal cuore, che è la mia Chiesa, che, se è difettosa nei membri che la compongono, è però perfetta nelle sue doti, che io le ho dato, nei mezzi di santificazione che tiene a sua disposizione.

Diretta com'è dallo Spirito Santo e resa infallibile e sempre viva, sempre giovane, da Lui, che ne è l'anima, è il mezzo sicuro per arrivare al Cielo. È tutta un'ingratitudine, una disubbidienza, un chiudere gli occhi per non vedere, per non sentire, per non amare Colui che con la vita ha dato all'uomo tutti i mezzi di salvezza.

Almeno tu, figlia mia diletta, ama Dio, ringraziandolo per quella legge di amore universale che Egli ha stabilito: osservala con amore, come un figlio buono tiene cara e ubbidisce al proprio padre, e avrai nel tuo cuore tanta pace e serenità e gioia, poiché il mio giogo è soave e il mio peso è leggero.


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