Il purgatorio
Figlia mia, la lezione che t'impartirò oggi sarà su un argomento che tutti pensano di poca importanza, ma che in realtà ne ha moltissima.
Ti parlerò del Purgatorio, ossia di quel luogo dove le anime dei defunti devono compiere la loro purificazione prima di salire al Cielo dove nulla entra di impuro.
Ricordi la parabola, che ti ho narrato nel Vangelo, dell'invitato che fu trovato senza la veste nuziale? Ebbene nessuno entra in Paradiso senza il candore della Grazia, che comunemente voi rappresentate nell'abitino bianco, che il Sacerdote pone sul neonato il giorno del Battesimo.
Siccome ben raramente le anime arrivano alla morte con l'innocenza completa, è necessario riacquistare lo splendore in questo luogo di purificazione.
Un atto di dolore perfetto basterebbe a ridonare tale splendore all'anima per cui potrebbe volare subito, dopo la morte, all'amplesso con il suo Dio. Poiché è difficile avere un dolore profondo, generalmente tutti devono passare per il Purgatorio.
Domanderai: «Che cos'è il Purgatorio?». È difficile poterlo spiegare. Bisognerebbe che tu potessi comprendere che cos'è Dio per un'anima, per capire quale pena sia la privazione di Lui, anche temporanea.
Pensa che Dio è necessario all'anima come l'aria è indispensabile ai tuoi polmoni.
Tu conosci certe malattie che danno alla persona colpita, un senso di soffocamento: l'asma, per esempio. Ebbene, questo ti può dare una pallida idea di uno dei tormenti che nel Purgatorio forma la più grande ansia.
Finché voi siete avvolti in quell'involucro, che chiamate corpo, l'anima è come insensibile al richiamo del suo Dio; ma quando, liberata dai lacci che la trattengono sulla terra, vorrebbe spiccare il volo verso Dio, l'esserne privata sarà un tormento indescrivibile.
Tutte le altre pene che puniranno le anime nei loro difetti particolari, rispetto a questa pena, saranno secondarie. Il fuoco purificatore, nel quale le anime sono immerse, tormenterà quelle parti del corpo che furono causa di peccato.
Ti ho parlato del corpo nel senso che, pur avendolo lasciato sulla terra, le anime avranno la sensazione di possederlo ancora, perché possa partecipare alla pena inflitta all'anima.
Questo è anche un atto di giustizia da parte di Dio perché il Purgatorio, dopo il giudizio finale, non esisterà più e resterebbe perciò impunito il corpo che fu compagno dell'anima nel commettere il male.
Subito dopo la morte, l'anima vola spontaneamente verso questo luogo di purificazione. Infatti non può sopportare di trovarsi davanti a Dio con la più piccola macchia e non vuole uscire prima che il suo splendore sia degno di quel luogo dove regna con Dio la Corte Celeste in ogni santità e perfezione.
Conforto per le anime che soffrono nel fuoco di amore purificatore è la speranza che un giorno potranno uscirne. Nulla possono per sé queste anime, mentre molto possono per voi che vivete ancora in esilio.
Esse non sciupano certamente il loro tempo: lo impiegano amando Dio e aiutando gli uomini, particolarmente coloro con i quali hanno avuto legami di parentela spirituale e naturale, o che furono loro di aiuto a salvare l'anima; soccorrono soprattutto chi, pregando per loro, chiede di essere aiutato.
Capisci subito quale importanza ha la preghiera per queste anime che, mentre dona a loro conforto e aiuto sollecitandone la liberazione, ottiene a voi grazie e favori speciali... che Dio concede perché l'affrettare l'incontro di queste anime con Lui è procurargli una grande gioia.
Vi sono anime che nel Purgatorio soffrono da moltissimi anni. Nessuno pensa a loro, forse anche perché in vita esse non pensarono mai a suffragare gli altri. Ed è atto di grande carità verso queste anime e verso di Me il sollecitare la loro liberazione.
Per farti capire meglio quanto dovresti essere interessata a pregare per queste anime, che soffrono pene indescrivibili, ti voglio portar un piccolo esempio. Hai osservato in qualche luogo pubblico, come gli ospedali, quelle scritte luminose che appaiono quando un ammalato suona un campanello? Ebbene, pensa che ogni volta che tu offri qualche cosa per queste anime, subito ricambiano il bene che ricevono così: come se accendessero la scritta luminosa: «Dio», chiamandolo in aiuto dell'anima che le ha beneficate.
Come puoi aiutare le anime del Purgatorio? In mille modi. Tu puoi offrire per esse i meriti delle tue buone azioni, i tuoi sacrifici, le tue elemosine, le tue preghiere. Ma la preghiera che più le aiuta è il sacrificio della Santa Messa: il mio Sacrificio offerto al Padre per esse.
Inoltre pensa che questo atto di carità, che puoi compiere mentre sei ancora sulla terra, è anche un dovere di giustizia. Infatti, nel Purgatorio, forse gemono mamme e papà che in vita sono stati trascurati dai loro figli: questo è il miglior modo di riparare. Forse soffrono persone consacrate, specie sacerdoti, per essere stati troppo indulgenti con i loro penitenti o per aver abbreviato o celebrato i Sacri Misteri con troppa fretta per non annoiare i fedeli. Forse persone che hanno peccato per troppa indulgenza offendendo la legge di Dio.
Ebbene, è dovere di giustizia aiutarle e liberarle: e voi lo potete e lo dovete fare. Ascolta il grido che ti rivolgono: «Abbiate pietà di noi, voi che potete aiutarci!». Non essere sorda alle loro invocazioni.
Tu non le vedi, lo so, ed è per questo che ti dimentichi di esse. Ma se hai fede, devi credere alle mie parole. Se ho detto nel Vangelo che sarete ricompensati anche di un solo bicchiere d'acqua dato nel mio nome, non dubitare che di questa carità a favore dei miei amici, te ne darò larga ricompensa.
Prega ogni giorno mia Mamma perché scenda in quel luogo di dolorosa attesa a liberare le anime che più l'amarono in vita. Sta pur certa che il tuo invito sarà da Lei accolto con gioia e ricambiato con generosità.

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