Seppellire i morti
Figlia, ti parlerò ora, sia pur brevemente, di un'opera di misericordia che ti sembrerà difficile da praticare, mentre anche tu, ricordando le mie parole, potrai compierla per amor mio. Ti voglio parlare della «Visita ai carcerati».
Anzitutto ti devo dire che il primo Carcerato o prigioniero sono Io, che ho scelto come mia prigione il Tabernacolo. È mia prigione dove volontariamente sto rinchiuso, ma dove aspetto con animo desideroso di consolazione e di amore tutti coloro che vengono a donarmi il loro cuore, i loro affetti e i loro sentimenti.
Sono un Prigioniero d'amore che dal Tabernacolo ascolta le invocazioni di aiuto dei miei figli e dono loro grazie e favori. Io desidero vivamente che i miei figli vengano accanto a Me. Voglio aiutarli, perché tutti hanno bisogno di Me.
La maggior parte dei miei figli, che pur vivono vicino a Me, non mi degnano di un saluto, né di uno sguardo affettuoso.
Ti prego, perciò, almeno tu, almeno voi che conoscete i miei desideri, venite a farmi visita. Staremo assieme, faremo dei dolci colloqui. Io vi darò tutto Me stesso e voi mi darete voi stessi. Si stabilirà tra Me e voi un'amicizia ricca di gioia, di speranza e d'amore.
Ogni giorno visitate questo Carcerato, fatto povero per pazzia d'amore per questi uomini ingrati e sconoscenti che, voltandomi le spalle come gli Ebrei, vanno dicendo: «Che parole va dicendo Costui? Ci dà la sua carne in cibo e il suo sangue in bevanda? Rimane con noi e vuole che noi rimaniamo con Lui? Noi non le comprendiamo queste parole».
Eppure, nonostante ciò, amo tutti e invano attendo molti perché vengano a trovarmi.
Sono prigioniero Io, ma vi sono molte anime prigioniere, che attendono da voi aiuto per esser liberate dalle loro catene.
Sono le anime schiave del demonio e del peccato. Incatenate nelle loro cattive abitudini, le amano e non sanno staccarsi da esse. Sono i figli delle tenebre che giacciono nel peccato col pericolo della morte eterna.
Il demonio che li tiene incatenati sotto il suo dominio, li farà sua preda alla loro morte, se tu non corri in loro aiuto.
Tu hai ben capito di chi ti voglio parlare: i peccatori. Portami, ti prego, con le tue invocazioni, questa specie di carcerati, perché Io li possa liberare e perché non vengano seppelliti nel carcere eterno dell'Inferno.
Ricordati che se tu mi ami, mi devi aiutare a compier quest'opera meravigliosa di salvezza che mi sta a cuore. Non dimenticare mai nelle tue preghiere i poveri peccatori.
Ti parlerò di un'altra categoria di carcerati a cui, sono certo, tu non pensi mai. Sono i bambini rinchiusi nel seno materno che aspettano di venir alla luce.
Io pure volli passare per quella strada e il seno di mia Madre, ti assicuro, non è stato per Me un carcere, ma un Tabernacolo dove operavo con la santificazione di Lei che incessantemente mi amava e mi adorava, anche quella del mondo.
Ma i bambini rinchiusi nel seno materno, sono ancora sotto il dominio del demonio, e non potranno vedere la Luce eterna se non sarà loro consentito di ricevere il Battesimo.
Troppe mamme ostacolano ai loro figli questo dono, impedendo loro di raggiungere la visione beatifica di Dio. Molte mamme disdegnano l'onore della maternità e si macchiano le mani di sangue.
Pregate, figli miei, per tutte le mamme che racchiudono in seno una nuova creatura, che nessuno può permettere loro di uccidere. Che tutti i bimbi, possano vivere, crescere, conoscere e amare il Signore da cui furono creati.
Prega per le mamme in attesa, per quelle che stanno dando alla luce i bambini, perché siano pronte al sacrificio, fiduciose in Dio e perché amino le loro creature fin dal loro seno.
Quanto è doloroso per tanti figli, cresciuti in età, il sapere che la mamma non voleva che essi vivessero e che ricevessero il dono più prezioso, quello della vita divina, nel Santo Battesimo, dono che esse stesse gratuitamente hanno ricevuto!
Ed ora ti dico una parola sui carcerati propriamente detti. Poche volte ti ricordi di pregare per essi, eppure è un'opera tanto utile e tanto doverosa.
Se non ti è possibile andarli a trovare, perché le leggi moderne non permettono certamente a tutti di far visita a coloro che per svariati motivi si trovano in carcere, non devi però dimenticarti della carità che tu devi compiere verso di loro in diversi modi.
Puoi aiutarli mandando libri e giornali buoni che possono suscitare pensieri buoni in queste anime, che avendo sbagliato possono, con la riflessione, ricredersi e convertirsi.
Molte volte anche in questi luoghi di pena, dove l'unica persona che può entrare è il cappellano per dire una buona parola, la vicinanza di uno con l'altro, anche se attraverso la cella o nella breve passeggiata di pochi metri, è deleteria per i meno cattivi, che assorbono idee di ribellione e di disfattismo.
Interessati anche di loro, figlia mia, almeno pregando ogni giorno per loro, perché si ravvedano e non possano esser schiavi del demonio e degli uomini. Ma possano invece riabilitarsi allorché avranno scontata la loro pena e reinserirsi nella società.
Vi sono poi delle istituzioni che si prendono cura dei figli dei carcerati e li educano, li crescono e trovano loro una sistemazione. Nel limite del possibile aiutale queste istituzioni tanto preziose perché questi figli, molte volte tarati, non abbiano a crescere con le inclinazioni dei loro genitori.
Vi sono altre opere che si prendono cura dei carcerati che, scontata la loro pena, escono dal carcere e sono felici di vedere svolgere queste opere caritative, perché se molti di essi non sono recidivi, è perché hanno trovato anime buone che li hanno aiutati a riabilitarsi.
Come vedi, ti ho dato spiegazione di un'opera buona che forse credevi impossibile praticare, mentre puoi esercitarla su ampia scala.

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