Il purgatorio
Figlia mia diletta, tu mi hai pregato per l'anima di un sacerdote di tua conoscenza e ciò mi dà modo di parlarti del Purgatorio.
Sappi dunque che è un luogo creato dalla misericordiosa bontà di Dio dove regna la sofferenza, più o meno intensa, in proporzione alla pena che le anime devono espiare. È un luogo però di grande pace, dove l'amore di Dio è talmente forte che il non poterlo vedere diventa la pena più grande.
La speranza di poter raggiungere Dio addolcisce ogni sofferenza poiché in questa attesa vi è una certezza assoluta.
Il fuoco purificatore
Le pene del Purgatorio sono diverse a seconda della qualità dei peccati che l'individuo commise sulla terra e che deve espiare. Il fuoco purificatore che lo divora non ha per tutti la medesima forza e colpisce di preferenza quelle parti del corpo che peccarono in vita.
Tu mi dirai che in Purgatorio, appena morti, si va con l'anima, ed è vero; ma l'anima soffrirà tutte le pene come se fosse accompagnata dal corpo. È vissuta talmente unita a esso che la separazione, anche se reale, non è totale né definitiva.
Le anime del Purgatorio anelano a raggiungere Dio, ma non potendo pregare per sé invocano aiuto dai propri cari. Quando un'anima del Purgatorio sente qualche refrigerio nel tormento che lo divora, ringrazia Dio ed esprime la sua riconoscenza pregando per chi le ha procurato sollievo.
Vi sono nel Purgatorio anime buone che hanno vissuto santamente di fronte agli uomini ma dalle quali Io desideravo una maggiore perfezione, un grado maggiore di santità. Ora quella perfezione che non raggiunsero in vita, la vanno acquistando in quel luogo.
Vi sono anime che occupavano posti di responsabilità ed Io desideravo che, corrispondendo alla grazia del posto che davo loro, si comportassero sempre in modo esemplare.
La debolezza umana, qualche volta la pigrizia o mancanza di sollecitudine o di spirito di sacrificio, rese in vita queste anime non del tutto esemplari. In Purgatorio tutti si perfezionano e si rendono degni della vista di Dio.
Si rifiuterebbero
Se Io volessi, in un atto di misericordiosa bontà, comandare che si vuotasse il Purgatorio e che tutte le anime avessero a venire nella Gloria così come sono, esse stesse si rifiuterebbero come se tu invitassi al banchetto di un re un mendicante sudicio e malvestito. Questi indubbiamente penserebbe per prima cosa di pulirsi e, dovesse anche prenderlo a prestito, cercherebbe di indossare un vestito nuovo.
Sappi, figlia mia, che in Purgatorio vi sono sacerdoti e vescovi che, ritenuti santi per la carica e il sacramento che hanno ricevuto, rimarranno nella più grande sofferenza fino alla fine del mondo se nessuno pregherà assiduamente per essi.
La pena del purgatorio è proporzionata alle grazie ricevute, per cui persone che furono meno virtuose in vita staranno meno in Purgatorio di coloro che lo furono maggiormente, per il semplice motivo che questi ultimi ebbero grazie in abbondanza ed altri meno.
Pregare per le anime del Purgatorio è una carità, un dovere ed è cosa di grande vantaggio poiché la loro potenza di aiuto è assai grande.
In queste anime l'amore del prossimo è sentito fortemente e poiché le cose le vedono nella luce di Dio, entra in loro il desiderio di collaborare con Lui per la salvezza delle anime. Volgono perciò le loro preghiere alla Chiesa trionfante perché tutti, angeli e santi, vogliano soccorrere i loro cari che ancora sono nel mondo, affinché si salvino.
Anche materialmente
Aiutano col permesso di Dio anche materialmente i propri familiari e coloro che pregano per esse, difendendoli dai pericoli e amorevolmente accompagnandoli per risolvere i loro problemi anche di ordine puramente umano: sempre e tutto diretto alla salvezza eterna.
Al Purgatorio ci vanno quasi tutte le persone di questo vostro mondo. Vengono preservate solo quelle anime che all'ultimo istante della loro vita fanno un atto di amore o di dolore perfetto per cui viene cancellata non solo la colpa ma anche la pena. Evitano anche il Purgatorio coloro che accettano di soffrire in questa vita.
Sono pochissime le anime che sfuggono all'ultimo atto della giustizia di Dio e che vanno direttamente in Paradiso poiché, per quanto siate santi, la perfezione che Dio esige da ciascuno è talmente grande che nessuno si sente degno di affrontare la sua presenza e di entrare a far parte della schiera degli Eletti, senza prima tuffarsi nel bagno salutare e purificatore del Purgatorio.
Ora ti assicuro che per quanto grandi siano le sofferenze di questo mondo, nulla sono in confronto delle pene del Purgatorio e che l'accettare di soffrire in questa vita può diminuire quelle dell'altra.
Ecco perché t'invito, se veramente ti ami, a voler cercare di compiere in vita tutto ciò che fai con grande perfezione ed amore, per evitare di avere nell'altra vita delle amare sorprese.
Nulla sfugge all'occhio di Dio: pensieri, azioni, desideri e sentimenti sono davanti a Lui come un quaderno aperto dove Egli legge ogni attimo della vostra vita di ogni giorno.
Sii attenta e riflessiva per utilizzare tutto a vantaggio degli altri che soffrono e per evitare le sofferenze del Purgatorio che, per quanto addolcite dalla speranza e dall'amore, sono terribili.
Non posso farne a meno d'invitarti a ricorrere spesso alla Regina del Purgatorio per invitarla a scendere a liberare e a consolare quelle anime che soffrono, cosa che Ella farà con grande amore.

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