Santificare la festa
Figlia mia, insisti presso tutti coloro che frequentano la tua casa e che chiedono grazie perché si accostino ai Santissimi Sacramenti e vivano in grazia di Dio.
Come possono pretendere di essere aiutati nei loro bisogni quando col peccato si dichiarano nemici di Dio? Ecco perché insisto su ciò e con grande dolore mi accorgo che si desiderano i miei beni e non Me. Anzi, più ancora che i miei beni, che sono i veri beni, si desiderano i beni materiali e transitori che nella vita dell'uomo, se sono necessari come mezzi, non sono però il fine da raggiungere.
Vi sono molti che trascurano i miei comandamenti o che fanno conto solo di alcuni di essi, reputandosi santi o almeno giusti perché non offendono Dio bestemmiando o perché dicono di non uccidere e di non rubare.
Vi sono altri che disobbediscono ai comandamenti della Chiesa e alle sue leggi, pensando che facilmente possono essere sostituite con quelle dettate da sé, qualche volta dall'egoismo o dal piacere.
Permettimi che ti faccia osservare con quanta leggerezza si trascuri il precetto della Messa festiva.
Come sono poche le anime che vi assistono con vera devozione e che siano convinte che sia un atto liturgico della massima importanza, poiché fa rivivere sull'altare il momento più tragico e più solenne della storia del mondo, quando il Figlio di Dio s'immolava, sacrificando se stesso per salvare tutti e ciascun uomo.
Dimenticano che la Santa Messa è un atto di istituzione non umana, ma divina, ed è centro di quella Religione che unisce l'uomo a Dio.
Ogni religione suppone atti di culto esterni e interni e la Santa Messa è il maggiore di essi perché, partecipandovi veramente col cuore, opera una vera trasformazione dei fedeli che diventano compartecipi del Santo Sacrificio e quindi immedesimati con Me, sacrificato e sacrificante.
La Santa Messa valorizza la vita del cristiano dando alla propria offerta un valore infinito e universale: infinito perché unita alla mia, universale poiché può giovare a tutti gli uomini di tutti i secoli, di tutti i luoghi.
Ogni atto di religione o di culto è l'attuazione pratica dei primi comandamenti. Particolarmente lo è del terzo: «Ricordati di santificare la festa».
E come si può santificarla se si toglie la Santa Messa, il maggior atto di culto, il più gradito a Dio, offerto dal Figlio del Padre? Nessuna opera buona, nessuna preghiera, nessun sacrificio potrà mai sostituire questa preziosa Offerta che salva il mondo.
Quanto mi addolorano certe mamme che trascurano questo importante dovere, per sé e per gli altri, lasciando i loro figli ignari di quello che è loro dovere; non lo fanno apprezzare alla gioventù che cresce attratta da cose futili, mentre trascura i veri valori!
Quanta responsabilità in queste mamme e papà che, trascurando il loro dovere per assecondare i desideri di pigrizia, di divertimento e di piacere dei figli, preparano a essi una eternità infelice!
Quanto sarebbe desiderabile che non solo alla domenica ma, potendo, anche tutti i giorni, i miei fedeli ascoltassero la Santa Messa e si cibassero della Santa Eucaristia!
Quanto aiuto avrebbero, quanta pace, quanta gioia, quanta pazienza di più e quanta santità di più ci sarebbe nel mondo! E, per contrapposto, quanto odio di meno, quanti mali di meno, e quanta più bontà e felicità.
Tu mi dirai che vi sono molte persone che frequentano la Chiesa e partecipano alla Santa Messa e sono forse più cattive delle altre. In alcuni casi sono d'accordo con te. Però ricorda che se queste persone non frequentassero la Chiesa, sarebbero ben peggiori; se non altro ci sarà per esse la possibilità di ravvedersi e di pentirsi.
Molte volte però questo giudizio è errato perché si giudicano coloro che frequentano la Chiesa come persone da mettere sul candelabro, mentre non si tiene conto della debolezza umana, che è di tutti, del carattere, della cattiva educazione ricevuta e di molti altri fattori che a Dio sono noti e che sono sconosciuti agli uomini.
La cosa più gradita a Dio che si possa fare è che non si giudichi nessuno, ma che accostandosi ognuno all'altare di Dio si batta il petto accusandosi come peccatore e chiedendo perdono per sé e per tutti i fratelli.
La retta intenzione nel partecipare ai divini Misteri e alla preghiera collettiva giustifica molte volte il peccatore anche se gli restano quei difetti contro cui insistentemente combatte, che lo fanno soffrire e che non riesce molte volte, suo malgrado, a vincere e superare.
Cosa inutile e peccaminosa è quella di frequentare la chiesa per secondi fini, con leggerezza e senza il minimo desiderio di migliorare, poiché questo si chiama sciupare i doni di Dio e ingannare se stessi.
Portare alla Chiesa la propria miseria e incapacità e il desiderio di migliorare è garanzia di giustificazione e di santità.
Figlia mia, ascoltami bene. Io ti darò salute e gioia, ma sappi sacrificarti poiché la Santa Messa, che quotidianamente ascolti, non è completa senza il tuo sacrificio. E più il sacrificio è grande e più è offerto con amore, più abbondante è la grazia che possiedi; e più la tua partecipazione sarà fruttuosa, più abbondanti saranno le grazie e gli aiuti che ne riceverai.
Sotto la croce, mia Mamma offriva al Padre, col mio Sangue, il suo Cuore squarciato. Sappi offrire, figlia mia, ogni tua pena, grande o piccola che sia, di tutta la giornata.
Raccogli tutto come in uno scrigno che conserva i tesori e di tutto fanne un'offerta generosa a Dio con Me, per il bene di tutti.
Prega, soffri, ama e lavora con Me, per Me, in Me per la tua famiglia, per la Chiesa e per il mondo.

Commenti
Posta un commento