L’accidia o pigrizia spirituale
Figlia, la lezione che stai per cominciare verterà sul tema della pigrizia o indolenza spirituale. Essa è come una sonnolenza dell'anima che la rende incapace di operare il bene e di reagire al male.
È come un torpore spirituale che fa sembrare tutto difficile, troppo difficoltoso ciò che richiede anche solo un piccolo sacrificio. Come il fervore, lo zelo e l'entusiasmo danno all'anima le ali per proseguire nelle vie di Dio, così la pigrizia opera il contrario e distrugge ogni capacità di elevarsi.
Guardati bene, figlia cara, da questo difetto perché entra poco per volta negli animi portando quella quiescenza spirituale che ti lascerà tranquilla coi tuoi difetti, indifferente alle necessità del prossimo. Sta pur certa che il demonio ne gode molto, perché non gli è difficile trascinare un'anima, che è come caduta in letargo, a cose ben peggiori.
Studiati perciò di essere sempre desta e attiva perché come il tuo corpo ha bisogno di moto e di ginnastica che lo rendono elastico, efficace e adatto alla fatica e al lavoro, così la tua anima ha bisogno di elasticità spirituale per elevarsi fino al Cielo, per praticare le virtù che Dio vuole siano praticate, per renderla sempre desta in attesa di ordini, attenta ad eseguire e ad attuare i desideri di Dio.
Ti ricordi la parabola che ti ho narrata nel Vangelo: le vergini stolte e le vergini sagge?
Il comportamento delle prime che, pur sapendo che doveva arrivare lo sposo, si addormentano beate appoggiandosi al pensiero che si sarebbero fatte aiutare da altri, è veramente la figura delle anime pigre, che lasciano mancare alla lampada la fiamma dell'amore, l'olio dell'orazione, il desiderio dell'incontro con lo Sposo e la vigilanza sui propri sensi perché l'incontro con Dio, nel giorno finale, le trovi pronte.
Attendi perciò, con rinnovato ardore, a tutto ciò che riguarda la tua vita spirituale, con ordine, con precisione, con regolarità; non tralasciare facilmente ciò che ti può portare al bene e alla virtù, ma sii costante e fedele a ciò che proponi.
Puoi interrompere le tue abitudini buone solo quando la carità lo esige o la mancata salute o una vera necessità. Mai indolenza o freddezza spirituale che ti porterebbero alla tiepidezza e, a poco a poco, all'indifferenza e alla mancanza di fede e di amore!
Se questo costa sacrificio, ricorda che è anche fonte di gioia poiché giusta-mente si è detto che lo stare con Gesù è un dolce Paradiso.
Infatti non mi lascio mai vincere in generosità, e a chi volentieri si sacrifica per starmi vicino e per seguirmi, concedo doni speciali e gioie spirituali nel cui confronto nulla valgono le cose passeggere di questo mondo.
Ricordi durante la mia vita mortale quelle turbe che assetate di verità mi seguivano, da tre giorni digiunando? Ebbene, ne ebbi tanta compassione che fui costretto ad operare miracoli: mi commuovevano quelle anime avide delle mie parole!
Così faccio sempre con chi mi desidera e mi segue. È talmente grande il desiderio che ho di restare e di far dimora presso di voi, presso tutti gli uomini, presso di te, figlia mia che, ogni volta che voi esprimete un desiderio uguale al mio, mi si allarga il cuore ed è una grande gioia accontentarvi.
Ricordi le mie parole prima di celebrar la Pasqua, l'ultima della mia vita mortale: « Ho desiderato ardentemente di mangiare questa pasqua con voi »?
Dicevo così, eppure sapevo a che cosa sarei andato incontro. Era tanto grande il desiderio di unirmi più intimamente con gli uomini mediante l'Eucaristia, che le sofferenze più acerbe non lo soffocavano.
Figli miei, se aveste anche solo una pallida idea del mio amore per voi, nulla vi tratterrebbe dal correre e volare per incontrarmi. Sii dunque perseverante nella via del bene. Imponi al tuo corpo ciò che è bene per la tua anima, anche se esso qualche volta si ribella.
Sappi che il tuo corpo non si accontenta mai di ciò che gli concedi: ti chiederà sempre qualche cosa in più, qualche soddisfazione maggiore, qualche riposo più prolungato, qualche cibo o bevanda più prelibata, e sarà sempre insoddisfatto. Più gli concedi, meno ti renderà, e diventerà sempre più incapace di aiutare l'anima a salire.
Il corpo a cui tutto si concede rimane inerte o senz'altro incapace di competere o di gareggiare. Vedi quanti sacrifici si impongono gli sportivi per poter vincere!
L'agilità del corpo, abituato al sacrificio, dona all'anima l'agilità spirituale che la rende adatta a salire, a combattere e a vincere; sempre, s'intende, con l'aiuto di Dio a cui essa deve continuamente ricorrere.
Figlia cara, non lasciarti sorprendere dal sonno spirituale che è come una malattia. Rimani sempre sulla breccia, sempre pronta a spiccare il volo, sempre pronta all'incontro con il tuo Sposo celeste.
Dì a te stessa, ogni giorno: oggi devo lavorare, pregare, soffrire per Te, Signore. Oggi è l'ultimo giorno, questa sera mi darai il premio...
Potrebbe essere anche l'ultimo, tu non sai; ma se questo incontro è atteso e preparato sarà sempre il più felice incontro, un incontro d'amore che durerà in eterno.

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