La lavanda dei piedi alla luce della divina volontà
Alla luce della dottrina della Divina Volontà rivelata a Luisa Piccarreta, la lavanda dei piedi non è solo un atto di umiltà storica, ma un "atto divino" con cui Gesù ripara il cammino dell'umanità e stabilisce il Regno del Fiat Supremo nelle azioni umane più basse.
Ecco i punti chiave per comprendere questo gesto secondo gli scritti di Luisa:
La Riparazione dei passi umani: Mentre Gesù lava i piedi, Egli intende riparare tutti i passi fatti dalle creature fuori dalla Divina Volontà. Ogni passo falso, ogni deviazione dal Volere Divino viene "lavata" e raddrizzata dal Suo atto divino, che racchiude in sé tutti i passi passati, presenti e futuri.
La Nobilitazione dell'umano: Lavando la parte più bassa del corpo, Gesù scende negli abissi dell'umanità per riportarla alla sua dignità originaria. In questo "fondersi" con le miserie umane, Egli depone il seme della Sua Volontà anche nelle azioni più umili, affinché ogni opera umana possa diventare divina se compiuta nel Suo Volere.
Il primato del Servizio Divino: Nella Divina Volontà, servire non è una semplice virtù morale, ma la natura stessa di Dio che si dona incessantemente alle Sue creature. Gesù insegna che chi vive nel Suo Volere deve essere pronto a "farsi tutto a tutti", non per sforzo umano, ma perché possiede la Vita stessa di Dio che spinge al dono totale.
La Comunione e "l’avere parte" con Lui: Quando Gesù dice a Pietro: "Se non ti laverò, non avrai parte con me", nell'ottica della Divina Volontà significa che l'anima deve lasciarsi purificare da ogni residuo di volontà propria per poter "avere parte" (ovvero regnare) nella stessa Vita Divina. Senza questa spoliazione del proprio "io", l'anima non può entrare nel possesso del Regno.
Per approfondire quanto detto fin’ora, dobbiamo passare dal "gesto storico" al "gesto interiore" che Gesù compiva mentre versava l'acqua. Negli scritti di Luisa Piccarreta, emerge che ogni movimento di Gesù era un contenitore di Vita Divina.
Ecco come vivere questo mistero nella pratica della Divina Volontà:
1. La "Riparazione Universale" dei passi.
Nella Divina Volontà, Gesù non lavava solo i piedi ai dodici, ma moltiplicava quell'atto per ogni creatura. Egli vedeva i piedi di tutti coloro che avrebbero camminato nel peccato, verso il male o semplicemente nel vuoto della propria volontà umana.
L'atto interiore: Gesù metteva il suo "Fiat" in ogni passo umano per ridare a Dio la gloria che la creatura Gli negava camminando lontano da Lui.
2. Il "Lavaggio" della Volontà Umana.
L'acqua usata da Gesù simboleggia la sua Grazia, ma anche la sua stessa Volontà. Lavare i piedi significa purificare l'operare umano dal fango del "proprio io".
Per "avere parte con Lui", l'anima deve svuotarsi dei propri desideri e progetti umani. Solo quando il piede (che rappresenta il movimento e la direzione della vita) è pulito dalla volontà propria, può poggiare stabilmente nel terreno del Volere Divino.
3. La Gerarchia Capovolta.
Nella Divina Volontà, il più grande è chi più si abbassa per servire la Vita di Dio negli altri. Gesù insegna che regnare significa servire: chi vive nel Suo Volere possiede tutto, quindi può dare tutto senza perdere nulla.
Nella dottrina della Divina Volontà, la "Gerarchia Capovolta" non è solo un nobile concetto morale (fare il bene per umiltà), ma una legge ontologica del Regno di Dio. Se nell'ordine umano chi è in alto domina, nell'ordine divino chi è "più in alto" è Colui che sostiene tutto dal basso.
4. Dio come "Servitore Continuo".
Gesù rivela a Luisa che Dio è il primo a vivere in uno stato di servizio perenne.
Il Fiat nella Creazione: Dio serve la creatura dandole l'aria per respirare, la luce per vedere, il cibo per nutrirsi. Non lo fa come un suddito, ma come un Re che, amando immensamente i suoi figli, si fa "tutto in tutti".
L'imitazione divina: Chi vive nel Suo Volere entra in questa stessa dinamica. Non serve per dovere, ma perché la Vita Divina in lui lo spinge a sostenere le altre creature, a pregare per loro, a riparare per loro, diventando "piede" per chi non cammina e "voce" per chi non prega.
5. Il Paradosso del Possesso: "Tutto è mio".
La vera gerarchia si capovolge perché l'anima nel Fiat possiede i beni di Dio.
Libertà dal bisogno: Chi agisce nella propria volontà umana "cerca" di ottenere qualcosa (meriti, stima, potere). Chi vive nella Divina Volontà ha già tutto.
Dare senza perdere: Poiché l'anima attinge da un oceano infinito, può abbassarsi a servire chiunque, anche il più misero, senza temere di perdere la propria dignità o le proprie ricchezze. Più si abbassa, più la "pressione" della Grazia divina scorre verso di lei e attraverso di lei.
6. Regnare è Servire (e viceversa).
Negli scritti di Luisa, Gesù spiega che il vero Regno consiste nel dominio totale sulla propria volontà umana.
Il Trono è l'Atto Divino: Quando ti abbassi a lavare i piedi (metaforicamente o realmente) a un fratello, se lo fai nel Fiat, stai esercitando un atto di sovranità regale. Stai portando il Regno di Dio in quel fango, in quella miseria.
La Nobiltà dell'Atto: Non è l'azione in sé che conta (grande o piccola), ma la Volontà che la anima. Un re che governa nella sua volontà umana è "piccolo" davanti a Dio; un'anima che raccoglie uno spillo nella Divina Volontà è "regale" perché quell'atto ha valore infinito.
7. L'Anima come "Fondamento".
Nella Gerarchia Capovolta, l'anima che vive nel Divin Volere si pone come fondamento su cui Dio può poggiare le Sue opere. Come le fondamenta di un palazzo sono invisibili e sostengono tutto il peso, così l'anima "volontà divina" accetta di sparire, di stare in basso, per sostenere l'armonia tra il Creatore e la Creazione.
In sintesi, la lavanda dei piedi è l'abbraccio del Fiat Divino che scende a riordinare i passi dell'uomo, offrendo la possibilità di camminare non più nelle vie della terra, ma nelle vie del Cielo.

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